L’intelligenza del pollo

12 febbraio 2013

Blogger denigra le galline: più stupide di chi se le mangia.

In un articolo curiosamente intitolato Chicken Visit, comparso sul blog Bedlam Farm Journal, l’autore – Jon Katz – definisce questi animali “più sciocchi di coloro che se ne nutrono”.

La presidente di United Poultry Corncerns, piccata ma pacata, ha ribattuto con magistrale arguzia all’incauto maldicente.

Per una volta, tutto questo fa ridere anche i polli, ai quali per troppo tempo si è fatto l’atroce torto di paragonare certi umani.
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Il bello dell’etica. Più valore alla bellezza.

5 febbraio 2013

Le multinazionali della cosmesi abbandonano le politiche di cruelty free per vendere i loro prodotti in Cina.

Per legge, tutti i cosmetici venduti in Cina e destinati agli umani  devono essere prima testati sugli animali. I profitti delle grandi firme in questo campo sono cresciuti del 18% – quasi 12 miliardi di euro – solo nell’ultimo anno.

Il prezzo più alto di tali operazioni di marketing lo pagano ovviamente gli animali, sulla loro pelle.

Diverse grandi industrie che operano nel settore della cosmesi sono state costrette a rimuovere il logo cruelty free dai propri prodotti commercializzati in Cina. L’Occitane, Yves Rocher e Caudalie sono solo alcune delle firme più prestigiose alle quali è stato imposto di non usare il famoso coniglietto saltellante. La ragione è presto detta: se volete vendere le vostre cose ai cinesi dovete prima testarle sugli animali.
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Animali da afflizione

5 febbraio 2013

La Spagna e la lunga siesta.

Si chiamano perreras e almeno nel nome non si distinguono troppo dai nostri canili.

Luoghi deputati alla raccolta e allo stoccaggio degli animali, in attesa di un loro smaltimento.

Fin qui potrebbe sembrare stupido notare l’altrui pagliuzza, per gente quale siamo avvezza a trasformare la grata compagnia in una colpa, all’ombra però di modernissime leggi, vanto di un apparente e profondo sentimento d’empatia. Le cloache di casa nostra, insomma, e tutto ciò di cui ci disfiamo come polvere sotto il tappeto, sembrano almeno formalmente preservare il diritto alla vita. E alla speranza. Non è così in Spagna, dove si preferisce credere che il randagismo più che un grave problema sociale sia un affare di decoro pubblico.
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Il signore delle mosche

31 gennaio 2013

Pigs of God.

Nell’isola di Sumba, nella parte orientale dell’Indonesia, ha luogo una fra le più sanguinarie cerimonie funebri attualmente in auge.

Numerosi e d’inaudita violenza si susseguono i riti d’ispirazione religiosa, che prevedono barbari sacrifici contro gli animali, non ancora banditi dal governo indonesiano: differenti fedi si contendono la felicità degli Dei tra il deliquio dei mortali, senza pietà alcuna per le oblate bestie offerte quale orgoglioso fio alla quiete degli spiriti.
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Soul levante

24 gennaio 2013

Ombre cinesi.

Quel che vedete è un pollo, uno dei tanti in gioco,vivo certo; trafitto da più dardi nel corso di una rinomata competizione invernale che si svolge a Jilin, in Cina, secondo una tradizione folkloristica sino-coreana.

Ancorati all’idea di una Cina immobile e burbanzosa, irretita nelle trame di una abiezione che troppi ormai gli hanno disegnato addosso come lettera scarlatta, vi sarete pur chiesti se in questo lembo d’Oriente qualcosa eppur si muove, anche per le bestie.

A giudicare da ciò che qui si mostra non sembrerebbe proprio.
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Trauma training

16 gennaio 2013

di Daria Morosi

Ucciderli ci salverà?

A volte ho come l’impressione che nella storia dell’evoluzione della specie umana qualcosa sia andato storto… parecchio storto a dirla tutta. E una volta che inizi ad aprire gli occhi e a tendere le orecchie, ti rendi conto di quanto grandi i tuoi occhi dovrebbero essere e quanto pazientemente le tue orecchie dovrebbero ascoltare per avere una reale conoscenza  della condizione in cui milioni di animali versano, o sarebbe meglio dire periscono, nella nostra tanto “civile” era moderna.
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Holey cow! Cud you just stop it?

8 gennaio 2013

La mucca con l’oblò. 

Non proprio una lavatrice, si direbbe piuttosto una betoniera; anche se la cavità praticata nell’addome, elegantemente definita fistulazione, apre alla lettera una finestra sull’apparato digerente del ruminante.

Il sistema presenta una guarnizione di isolamento, attraverso una cannula di circa 15 centimetri di diametro, ricoperta con una membrana in materiale plastico. Se non fosse una bestia, di quelle esibite nella famosa CowParade, con tanto di portellino panoramico ad impreziosirne l’eteroclita invenzione, si potrebbe persino gioire per la potenza taumaturgica della moderna ars veterinaria. Le cose però – quasi sempre quando si tratta di animali – non funzionano esattamente così.
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