Il pianto del bufalo

20 dicembre 2011

Traduzione di Elena Intra

Per il China’s People’s News, l’episodio qui descritto è realmente accaduto a Hong Kong qualche mese fa.

Stando a quanto riferisce il Weekly World News, un gruppo di lavoratori stava portando un bufalo d’acqua in una fabbrica di confezionamento carni, pronti a macellarlo per produrre bistecche e spezzatino.

Quando si sono avvicinati alla porta d’ingresso del macello, il triste bufalo si è improvvisamente fermato; rifiutandosi di andare avanti, si è inginocchiato sulle zampe anteriori, con le lacrime che gli scendevano dagli occhi.

Come poteva il bufalo essere consapevole del fatto che stava per andare al macello ancora prima di entrare nel mattatoio? Questo dimostra la sua attenzione e intelligenza. “Quando ho visto quello che si crede essere un animale stupido piangere davvero, e quando ho notato che i suoi occhi erano pieni di paura e tristezza, non ho potuto fare a meno di tremare.”
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Vietnam, un bambino di appena 2 anni perde una mano in una fattoria della bile

15 dicembre 2011

Un orso illegalmente detenuto in una fattoria della bile nel distretto di Gia Lam, ad Hanoi, ha abbrancato una mano del nipote dell’allevatore – un bambino di appena 2 anni – che ha purtroppo subito l’amputazione dell’arto. L’uomo aveva acquistato l’orso da un ragazzo di 14 anni, apparentemente solo per mostrarlo ai turisti, ma in realtà – come spesso avviene in questo paese – praticando l’estrazione della bile per scopi personali e commerciali. Visibilmente denutrito e sotto stress, a causa delle precarie condizioni igieniche e sanitarie di detenzione, l’orso ha aggredito il pargolo non appena si è avvicinato alla gabbia. Quando le autorità hanno fatto visita al fattore, l’animale era stato già ucciso. L’allevatore è stato denunciato e non potrà più detenere illegalmente alcun orso. L’incidente dimostra una volta di più la pericolosità di questa crudele industria in Vietnam.

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iVegan per Animals Asia

13 dicembre 2011

Nel secolo della critica alla ragion culinaria, sapere e sapori si contendono aspramente le tavole di un mondo opulento ma povero. Gli animali si nutrono, l’uomo mangia; ma nel mangiare non si accontenta di consumare gli alimenti, insieme li pensa: ha, cioè, un rapporto simbolico nei confronti del cibo. Fortunatamente, a queste considerazioni di carattere estetico-edonistico si affianca una nuova consapevolezza di natura squisitamente etica: gli animali non sono destinati ai gozzovigli umani. Anche quest’anno, dunque, senza fare la festa a nessuno, siamo impegnati a ripensare il banchetto natalizio alla ricerca di qualche prelibatezza che delizi il palato e ristori lo spirito. Noi abbiamo un goloso suggerimento da offrirvi, ovviamente con un occhio di riguardo per i nostri orsi. Lo shop online iVegan ha lanciato una splendida iniziativa: per tutto dicembre e fino al 15 gennaio, per ogni ordine effettuato verrà devoluto 1€ alla causa degli orsi della luna! Ringraziamo i nostri amici di iVegan per il generoso pensiero …e che nessuno abbia mai a dire che si tratta di carità pelosa!

E voi, che aspettate? Non vi sarete per caso scordati di ordinare il panettone vegan?

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Share the love!

7 dicembre 2011

Doppio appuntamento – da non perdere – con Simona, Elisa e Adriana del gruppo di supporto romano. Venerdì 16 dicembre, a partire dalle ore 20, in collaborazione con gli amici della sezione ostiense LIPU, le nostre intrepide ragazze vi racconteranno le ultime novità sugli orsi della luna. Durante la serata verrà proiettato un video sull’attività dei santuari di Animals Asia, dove trovano rifugio e ristoro gli esemplari sottratti al crudele mercato della bile. Riunione dell’orso fissata al Centro Lipu di Ostia CHM – Habitat Mediterraneo, presso il Parcheggio Porto Turistico di Roma con ingresso via dell’Idroscalo. Domenica 11 dicembre, invece, vi aspettiamo tutti – capitolini e fortunati avventori – alla cena buffet presso il locale REWILD, in via Giovannipoli 18. Per informazioni e prenotazioni contattate i numeri 333 3669835  e 339 8866381. Vi aspettiamo numerosi!

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The Whale

1 dicembre 2011

di Micheal Parfit*

http://www.thewhalemovie.com/

Che cosa possiamo dire a proposito delle balene, che sembrano soffrire la solitudine?

Gli esseri umani intuiscono che gli animali provano emozioni, identificate comunemente come paura, sofferenza, nostalgia e solitudine; tuttavia, per generazioni, gli scienziati ci hanno ripetuto che ogni tentativo di descriverle con i nostri concetti è scientificamente scorretto e inapplicabile. Quando ci imbattiamo in ciò che a prima vista sembra un’emozione, per esempio nei nostri animali domestici o nelle specie selvatiche, ci sentiamo dunque vittime di un sentimentalismo inopportuno.
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Ai fornelli per gli orsi della luna

25 novembre 2011

Un ringraziamento speciale a Massimo e ai nostri favolosi sostenitori toscani, in particolare Serena, Elena, Roberta, Francesco, Nanni e Marco, che nella suggestiva cornice di villa Fossi http://www.villafossi.it/, in località Certaldo, hanno preparato una cena da leccarsi i baffi.

Tra una pignatta e i numerosi commensali affamati – zampe e mani ansiose ai tavoli – i nostri amici si sono infatti  incontrati per la seconda edizione della cena vegana “Salviamo gli orsi della luna”, il cui ricavato è stato generosamente devoluto alla costruzione della Sunshine Bear House, il nuovo rifugio per gli orsi nel nostro santuario in Vietnam.

Massimo – il nostro amato orso Andrew marchiato su un braccio – arte culinaria degna del miglior Apicio, tra una portata e l’altra  ha raccontato agli oltre 50 partecipanti la triste storia di questi maestosi giganti, trattenendo a stento l’emozione.

Nel corso della serata i presenti si sono giocati le proverbiali mutande nella lotteria per gli orsi, con tanti premi e gadget messi in palio da Animals Asia.

Ecco a voi una rassegna fotografica, fra il concio e lo sconcio…

Grazie ragazzi, anche dai nostri orsi che stanno per giungere al santuario!

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La solitudine del Panda

23 novembre 2011

Bear Necessities[*]Fonte: Nature 

di JACEY BEDFORD

Non c’era davvero alternativa: era costretto a far rumore quando camminava. Il problema era causato dalle zampe posteriori. Se ne era accorto giorni fa, immediatamente dopo aver attraversato lo stretto di Bering, diretto con incedere sicuro verso le gelide acque salate. Pad, pad, pad[1] e …clunk[2]. Sì, certo, dovevano essere i fianchi. Troppa fatica e troppo sale nell’acqua. Non era fatto per questo genere di viaggi, lui che amava trascinarsi lentamente fra i boschetti di bamboo, evitando i troppi saliscendi. Li aveva sentiti che parlavano di lui nel laboratorio, prima che fosse rilasciato. Un orso, come lo definivano, Ailuropoda melanoleuca; letteralmente “gatto dalle zampe bianche e nere”, un fossile vivente insomma. Loro dicevano che la specie a lui più vicina era l’orso dagli occhiali del Sud America, il Tremarctos ornatus. Avrebbe controllato con il suo GPS, ancora in funzione dopo così tanto tempo, e riflettuto su questa somiglianza. Dalla Cina al Sud America c’era davvero una lunga strada da percorrere, ma ci sarebbe riuscito se avesse voluto.

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