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	<description>Anilma Asia Foundation Italia Onlus</description>
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		<title>The tiger farms</title>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 11:27:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Orsi della Luna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esperienze]]></category>
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		<description><![CDATA[Dove gli animali diventano vino. Attenzione, immagini esplicite. Il trattamento che la Cina riserva a molte specie animali, spesso in via d’estinzione, è stato più volte condannato dalle organizzazioni protezionistiche. Passando sotto silenzio l’esiziale primato che indubbiamente spetta agli orsi della luna, non c’è che l’imbarazzo della scelta: dagli squali rigettati in mare agonizzanti e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #ff0000;"><a href="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/05/12742.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-4401" style="margin-right: 10px;" title="12742" src="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/05/12742-300x177.jpg" alt="" width="300" height="177" /></a>Dove gli animali diventano vino.</span></h3>
<p><strong><span style="color: #000000;">Attenzione, immagini esplicite.</span></strong> Il trattamento che la Cina riserva a molte specie animali, spesso in via d’estinzione, è stato più volte condannato dalle organizzazioni protezionistiche.</p>
<p>Passando sotto silenzio l’esiziale primato che indubbiamente spetta <a href="http://www.animalsasia.it/?it">agli orsi della luna</a>, non c’è che l’imbarazzo della scelta: <a href="http://www.orsidellaluna.org/2012/03/gli-squali-che-non-ti-aspetti/">dagli squali rigettati in mare agonizzanti</a> e destinati a morte sicura una volta mozzate le loro pinne, ai mercati della carne di cane e gatto, dove l’afflizione letteralmente si consuma con le loro stesse carni, arse in giganteschi paioli simili a betoniere. E ancora, che dire del <em>live- feeding</em>, versione edulcorata delle <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Venationes">venationes</a> romane, nel quale per il guitto entusiasmo dei turisti, ai famelici felini vengono scaraventate addosso prede ancora vive come polli e bovini?</p>
<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.orsidellaluna.org/2011/08/le-rhino-farms-in-cina/" target="_blank"><span style="color: #000000;"><em>Rhino farms</em></span></a>, <a href="http://www.orsidellaluna.org/2011/09/il-brutto-e-letica-il-triste-caso-dei-pangolini/" target="_blank"><span style="color: #000000;">pangolini</span></a>, <a href="http://www.orsidellaluna.org/2012/10/my-dear-deer-friend/"><span style="color: #000000;">sangue di cervo</span></a>, cavallucci di mare,<a href="http://www.orsidellaluna.org/2011/04/portacrudelta/" target="_blank"><span style="color: #000000;"> tartarughe-portachiavi</span></a> e altre simpatiche gaiezze, pur non completando il quadro, rendono viepiù ragione delle immense e brute potenzialità del gigante asiatico.</span><br />
<span id="more-4400"></span><br />
<a href="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/05/tiger-farms-5.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-4405" style="margin-right: 10px;" title="tiger-farms-5" src="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/05/tiger-farms-5-300x228.jpg" alt="" width="300" height="228" /></a>Fin in qui, direte voi, nulla di male. Non così troppo, almeno; basterebbe ammettere – e davvero di ragioni ce ne sarebbero a perdere– che a cercarla ognuna di queste atrocità non v’è dubbio che si troverebbe, da un capo all’altro di questo meraviglioso e rorante pianeta. Servirebbe solo averne le risorse e la fantasia che, si sa, è una magica e solerte compagna della miseria.</p>
<p>In molti casi, però, <a href="http://www.orsidellaluna.org/2012/02/la-triste-storia-delle-tigri-per-il-vino/" target="_blank">come in quello che stiamo per affrontare</a>, non di bestie si dovrebbe parlare, private persino come sono di quel <em>pneuma</em> un po’ slavato che un tempo ora lontano, con sistemico zelo e teleologico fervore, uomini di celebrata sinderesi consideravano necessario all’attività sensitiva.</p>
<p><strong>Stipate in luride gabbie e gravate di una macilenza che miseramente ostenta le scarne spoglie, le tigri in molti allevamenti della Cina vengono barbaramente uccise e le loro ossa infuse per produrre un vino d’imperscrutabili proprietà corroboranti</strong>.<strong></strong></p>
<p><a href="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/05/bengal-tiger-population-21142783.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-4408" style="margin-right: 10px;" title="bengal-tiger-population-21142783" src="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/05/bengal-tiger-population-21142783-300x257.jpg" alt="" width="300" height="257" /></a>Poiché le fiere non possono essere uccise, si è pensato di affamarle fino a quando non sopraggiunga inesorabile la morte, che solamente a immaginarla dev’essere impresa alquanto tormentosa.</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Una tigre vale molto di più da morta che da viva</span></strong> e non si tratta, per ovvie ragioni, di un’intuizione lapalissiana: se si considera che di questi memorabili tempi fra <em>etica</em> ed <em>estetica</em> nessuno rammenta più nemmeno la differenza, l’idea che da 30 kg di ossa si possano ricavare circa 150.000 euro rappresenta una discriminante non di poco conto se si vuole esprimere un giudizio opportuno e ponderato sui fatti.</p>
<p>È molto difficile stabilire cosa provochi maggiore ribrezzo nell&#8217;immaginazione di  miliardi di osservatori in tutto il mondo: se l&#8217;inebriante distillato ottenuto con la macerazione delle ossa, oppure ciò che della tigre stessa rimane sul nostro disastrato pianeta;<strong> considerando che ancora di questi felini in natura se ne contano circa 3.500, è purtroppo probabile che gli esemplari detenuti in cattività &#8211; tra zoo, parchi safari e <em>tiger farm</em> &#8211; superino le 5.000 unità.</strong></p>
<p><a href="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/05/814067-indonesia-nightmare-zoo.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-4409" style="margin-right: 10px;" title="814067-indonesia-nightmare-zoo" src="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/05/814067-indonesia-nightmare-zoo-300x168.jpg" alt="" width="301" height="168" /></a>L’organizzazione inglese <a href="http://www.eia-international.org/">Environmental Investigation Agency (EIA)</a> ha scoperto un autentico traffico clandestino a domicilio, nel quale le carcasse delle bestie morte ormai d’inedia venivano smembrate e la pelle rivenduta per cifre superiori a 30.000 euro.</p>
<p>Nonostante il Concilio di Stato Cinese abbia ordinato il bando delle ossa di tigre per gli usi della medicina tradizionale già nel lontano 1993, numerose indagini, testimonianze e ritrovamenti, inducono a credere che surrettiziamente sia stata introdotta una sorta di dispensa governativa per la produzione della preziosa libagione, il cui valore si aggira sui 150 euro a bottiglia.</p>
<p><a href="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/05/12741.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-4410" style="margin-right: 10px;" title="12741" src="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/05/12741-224x300.jpg" alt="" width="227" height="305" /></a>La Environmental Investigation Agency accusa la Cina di sottrarsi al giudizio della comunità internazionale e invita il Governo a prendere il controllo della situazione, rettificando la legge che permette lo smaltimento delle carcasse di tigre, e a promuovere una graduale eliminazione delle tiger farm<em>. </em></p>
<p><strong>L’evidente contraddizione fra l’atteggiamento internazionale di facciata &#8211; con il quale il paese sembra sostenere lo sforzo di preservazione della specie &#8211;  e le politiche interne, che invece favoriscono la domanda e in ultimo guidano la mano dei bracconieri, rappresenta il più serio problema che il mondo deve fronteggiare nel disperato tentativo di perpetuare l’esistenza di questo meraviglioso felino.</strong></p>
<p>Anche la <a href="http://tigertime.info/">David Shepherd Wildlife Foundation</a> è impegnata insieme ad EIA nella lotta a questa barbara pratica, con l’obiettivo finale di fermare il commercio e l’allevamento clandestino delle tigri.</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Purtroppo, però, a fare interamente le veci delle tigri ci sono già i leoni, che in Sudafrica possono essere <a href="http://www.cannedlion.org/"><span style="color: #ff0000;">allevati alla stregua dei maiali e venduti ai cacciatori di trofei su prenotazione.</span></a></span></strong></p>
<p><a href="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/05/610x350.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-4411" style="margin-right: 10px;" title="610x350" src="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/05/610x350-300x172.jpg" alt="" width="300" height="172" /></a>Il gioco ha queste regole: con qualche migliaia di euro vi assicurate quale bersaglio il più temibile dei predatori: lo acquistate online, cresciuto in una piccola recinzione e orbo di ogni naturale istinto. Quando l’animale viene liberato, ucciderlo è uno scherzo da marmocchi. Se proprio siete dei tipi per niente dotati di <em>fair play</em> e vorreste bramosamente locupletare su questa <em>nobilissima</em> attività sportiva, potete sempre rivenderne la carne, circa due quintali per ogni bestia seccata, che finirà quasi certamente in Asia o in America; la pelliccia poi e infine le ossa, potranno egregiamente sostituire, senza per legge neppure comparire in etichetta, quelle del cugino striato.</p>
<p><strong><span style="color: #000000;">Gli allevamenti di orsi, tigri, leoni e rinoceronti non hanno mai delineato una misura cautelare né contro il bracconaggio né contro la progressiva e rapidissima scomparsa di queste specie</span></strong>, che se da un lato si riducono di numero a una velocità sorprendente, dall’altro si trasformano in simulacri delle fiere creature che un tempo orgogliosamente furono.</p>
<p><em>Antonello Palla</em></p>
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		<title>Un orso aggredisce una scimmia nel corso di uno spettacolo circense</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 09:47:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Orsi della Luna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cina, è polemica sulla mancanza di una legge a tutela del benessere animale. Un orso nero asiatico ha attaccato e ferito una scimmia al Wild Animal Park di Shanghai (SWAP), provocando numerose polemiche sulla liceità degli spettacoli che sfruttano gli animali esoticinei parchi safari e negli zoo della Cina. Al momento, nonostante qualche anodina e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;">Cina, è polemica sulla mancanza di una legge a tutela del benessere animale.</span></h3>
<p style="text-align: center;"><iframe src="http://www.youtube.com/embed/Y0BLtTvRMRc" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<p><strong>Un orso nero asiatico ha attaccato e ferito una scimmia al <a href="http://www.shwzoo.com/home.html" target="_blank">Wild Animal Park di Shanghai (SWAP)</a>,</strong> provocando numerose polemiche sulla liceità degli spettacoli che sfruttano gli animali esoticinei parchi safari e negli zoo della Cina. Al momento, nonostante qualche anodina e inane regolamentazione, non esiste un’autentica legge in grado di vietarne concretamente lo svolgimento.Il videoclip pubblicato la scorsa settimana, mostra con chiarezza il violento attacco dell’orso alla presenza di numerosi spettatori.<br />
<span id="more-4369"></span> <a href="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/05/bear-and-monkey-ride-bicycle-at-chinese-zoo.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-4381" style="margin-right: 10px;" title="bear-and-monkey-ride-bicycle-at-chinese-zoo" src="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/05/bear-and-monkey-ride-bicycle-at-chinese-zoo-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>Gli animali si sono ritrovati faccia a faccia in seguito a una colluttazione fra i due veicoli. Il portavoce del parco ha confermato l’incidente, ma ha assicurato che il primate è in buone condizioni di salute e che lo spettacolo sarebbe presto ripreso. “Le esibizioni circensi sono autentici casi di maltrattamento”, spiega Zhang Dan, co-fondatore dell’associazione China Animal Media Saloon.</p>
<p><strong>“Non una singola scimmia o un orso nero accetterebbero mai di buon grado l’allenamento necessario per presentarsi in pista. Immaginate quanto dev’essere duro per un grande, goffo e impacciato plantigrade reggersi in equilibrio sui pedali di una bicicletta. Tutto ciò è assolutamente contro la natura di queste povere bestie; ma a loro non è concesso parlare per far valere le proprie ragioni, esprimere la paura, il dolore che provano e l’avversione nei confronti di una tale,orribile, pratica”.</strong></p>
<p><a href="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/05/vanuatu_china_zoo_lions.png" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-4382" style="margin-right: 10px;" title="vanuatu_china_zoo_lions" src="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/05/vanuatu_china_zoo_lions-300x178.png" alt="" width="303" height="179" /></a>Non esiste in Cina alcuna rigida legislazione contro le performance animali. <strong><a href="http://www.animalsasia.org/index.php?UID=MZ16R0BI79C" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">Il Ministro per lo Sviluppo Urbano e Rurale nel 2010 </span></a><span style="color: #ff0000;"><a href="http://www.animalsasia.org/index.php?UID=MZ16R0BI79C" target="_blank">ha diramato una circolare con la quale venivano <em>eo ipso</em> bandite le esibizioni degli animali in tutto il paese, senza però menzionare specifiche sanzioni.</a></span></strong></p>
<p>“Lo so che questa circolare esiste, ma non si applica al Wild Animal Park di Shanghai” – dice Pan Weihua, portavoce del parco.  Il documento tocca da vicino solo gli zoo sotto la giurisdizione del Ministero, come lo zoo di Shanghai, e tutti quelli che ricevono contributi statali&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/05/BearsDM1507_468x560.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-4384" style="margin-right: 10px;" title="BearsDM1507_468x560" src="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/05/BearsDM1507_468x560-250x300.jpg" alt="" width="258" height="312" /></a>Lo SWAP, stando a quanto osserva l’uomo, sebbene sia un’azienda di proprietà dello Stato non riceve finanziamenti pubblici ma conduce ricerche e programmi scientifici di interesse nazionale. Il Wild Animal Park di Shanghai dà lavoro a più di 500 impiegati e ogni anno spende in ricerche oltre 16 milioni di dollari. Il prezzo del biglietto d’ingresso e i vari supplementi per assistere alle esibizioni degli animali a malapena sono sufficiente a coprire questi costi.</p>
<p><strong>Lo SWAP programma le performance in funzione delle caratteristiche e abitudini dell’animale, giungendo a definire gli spettacoli “sport salutari”.</strong></p>
<p>“Un tempo era di moda l’esibizione delle tigri che saltavano i cerchi infuocati: riscuoteva sempre grande successo e i profitti erano elevatissimi. Poi, però, abbiamo dovuto interrompere lo show perché i felini sono naturalmente impauriti dal fuoco e non volevamo arrecare loro inutili sofferenze psicologiche”.</p>
<p><strong>Zhang sostiene che gli animali utilizzati in queste performance soffrano oltre ogni immaginazione. L’addestramento si basa essenzialmente sull’uso di fruste e procura agli animali solo sangue, lacrime e paura.</strong></p>
<p>Recentemente, a causa di alcuni abusi perpetrati in maniera eclatante, i media hanno posto il problema all’attenzione del grande pubblico. La settimana scorsa sono state divulgate in rete le foto di due operai che picchiavano selvaggiamente una tigre nello zoo di Taizhou, in provincia di Zhejiang. Nelle immagini circolate, uno dei due uomini sedeva sul dorso del felino mentre l’altro gli percuoteva furiosamente la testa.</p>
<p style="text-align: center;"><iframe src="http://www.youtube.com/embed/vsPKe95KRi8" frameborder="0" width="420" height="315"></iframe></p>
<p><a href="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/05/article-1258842-08C43115000005DC-831_634x388.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-4393" style="margin-right: 10px;" title="article-1258842-08C43115000005DC-831_634x388" src="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/05/article-1258842-08C43115000005DC-831_634x388-300x183.jpg" alt="" width="309" height="189" /></a><a href="http://bigcatrescue.org/siberian-tigers-starve-to-death-at-chinese-zoo/">Nel 2010, 11 rare tigri sono state affamate fino alla morte al Shenyang Wildlife Zoo nella provincia di Liangning.</a>“La Cina ha bisogno di una legge nazionale che regoli gli abusi contro gli animali, e le autorità dovrebbero rendere più efficiente e diretto il controllo su zoo e parchi safari”, dice Hua Ning, direttrice responsabile dell’International Fund for Animal Welfare (IFAW).</p>
<p>“Il punto è che lo scopo di queste strutture dovrebbe essere quello di promuovere la consapevolezza e il rispetto per la sorte degli animali”.</p>
<p>Con discreto successo alcuni zoo all’estero ottengono buoni profitti coinvolgendo adulti e bambini nelle attività protezionistiche, che sono molto più sostenibili delle esibizioni circensi.Gli zoo urbani in Cina sono sotto il controllo del Ministero per lo Sviluppo Urbano e Rurale, mentre molti parchi safari che sono sorti dopo gli anni ’90 dipendendo dal Dipartimento Forestale.</p>
<p><strong>Diventa pertanto sempre più urgente in Cina l’esigenza di elaborare una normativa nazionale a tutela del benessere animale, soprattutto nei casi in cui lo sfruttamento è crudele, inutile, diseducativo e finalizzato al mero profitto.</strong></p>
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		<title>Come la crudeltà sugli animali condiziona la sicurezza pubblica</title>
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		<pubDate>Wed, 08 May 2013 12:17:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Orsi della Luna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Slippery slope o concreto pericolo per le società? Se state seriamente pensando che solo chi ha cuore la sorte degli animali dovrebbe preoccuparsi di loro, fareste meglio a ricredervi. Spesso, quando si verificano crimini violenti su larga scala, come omicidi seriali o sparatorie di massa, possono essere rintracciati alla base del gesto alcuni comportamenti ricorrenti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><span style="font-style: normal; mso-bidi-font-style: italic;"><a href="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/05/violenza-su-cane.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-4357" style="margin-right: 10px;" title="violenza-su-cane" src="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/05/violenza-su-cane-300x200.jpg" alt="" width="301" height="200" /></a></span></em></p>
<h3><strong><span style="color: #ff0000;"><em><span style="font-style: normal;">Slippery slope o concreto pericolo per le società?</span></em></span></strong></h3>
<p><em><span style="font-style: normal; mso-bidi-font-style: italic;">Se state seriamente pensando che solo chi ha cuore la sorte degli animali dovrebbe preoccuparsi di loro, fareste meglio a ricredervi. </span></em></p>
<p><em><span style="font-style: normal; mso-bidi-font-style: italic;">Spesso, quando si verificano crimini violenti su larga scala, come omicidi seriali o sparatorie di massa, possono essere rintracciati alla base del gesto alcuni comportamenti ricorrenti, prima ancora che accada lo sciagurato evento. <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"></strong></span></em></p>
<p><em><span style="font-style: normal; mso-bidi-font-style: italic;"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Una caratteristica che frequentemente emerge nelle ricerche condotte sugli individui che perpetrano crimini violenti, è una storia di abusi ai danni degli<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>animali.</strong></span></em><br />
<span id="more-4356"></span></p>
<p><a href="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/05/Linkaaaaa.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-4358" style="margin-right: 10px;" title="Linkaaaaa" src="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/05/Linkaaaaa-300x148.jpg" alt="" width="302" height="149" /></a>Quando parliamo di crudeltà contro gli animali ci riferiamo alla sofferenza che s’infligge a un altro essere vivente, spesso per semplice divertimento o volontà di possesso – un’esperienza ben diversa da ogni altra attività di caccia, ricerca o sfruttamento per la produzione di beni di largo consumo. Ci troviamo di fronte a un caso di violenza nel quale il colpevole non ottiene nulla. Non esiste segnale più evidente della mancanza di empatia e coscienza dell’atteggiamento violento contro vittime indifese, a prescindere dal fatto che si tratti di animali o esseri umani.</p>
<p><strong>Bambini e violenza domestica</strong></p>
<p><a href="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/05/link.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-4359" style="margin-right: 10px;" title="link" src="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/05/link-300x226.jpg" alt="" width="300" height="226" /></a>Secondo le ricerche effettuate <a href="http://www.aspca.org/">dall’Associazione Americana per la Prevenzione della Crudeltà sugli Animali</a> (ASPCA), l’88% dei casi riguardanti l’atteggiamento violento dei bambini coinvolge crudelmente gli animali. Gli abusi contro gli animali rappresentano la chiusura di quel terribile circolo vizioso di aggressività che ha luogo in queste famiglie, anche se non è chiaro perché e in quale maniera accadano simili episodi.</p>
<p>Le prime espressioni violente potrebbero indirizzarsi agli animali e gradualmente rivolgersi contro gli altri membri della famiglia; oppure concentrarsi su animali senza difese quando le aggressioni contro i genitori e gli altri bambini sono già cominciate.</p>
<p>Le vittime di abusi potrebbero di risposta ferire gli animali, sia come modo per sfogare la frustrazione sia perché, in molti casi, il comportamento violento è diventato parte integrante delle abitudini familiari.</p>
<p><a href="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/05/394489_490850834277234_38383093_n.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-4360" style="margin-right: 10px;" title="394489_490850834277234_38383093_n" src="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/05/394489_490850834277234_38383093_n-300x196.jpg" alt="" width="300" height="196" /></a><strong><span style="color: #ff0000;">La crudeltà contro gli animali rappresenta uno degli indicatori più evidenti di una condizione di disagio, nella quale sono frequenti episodi di violenza contro gli esseri umani.</span></strong> Se volessimo sconfiggere il triste fenomeno degli abusi ai danni dei bambini, un passo importante da fare sarebbe quello d’inasprire le pene e i controlli su chi è violento contro gli animali.</p>
<p><strong>Aggressione sessuale</strong></p>
<p>Uno studio dell’Ufficio di Pubblica Sicurezza dello Stato del Massachusetts ha mostrato che il 48% degli stupratori e il 30% dei pedofili ha abusato degli animali durante l’infanzia e l’adolescenza. In questo senso, quasi la metà degli stupratori e un terzo dei pedofili manifesta i primi segni di un comportamento violento precocemente. Se questo genere di abusi contro gli animali fosse preso in debita considerazione, forse potremmo in futuro evitare numerosi crimini violenti ai danni degli esseri umani.</p>
<p><strong>Omicidio</strong></p>
<p><a href="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/05/cane-spara-padrone.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-4361" style="margin-right: 10px;" title="cane-spara-padrone" src="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/05/cane-spara-padrone-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>Se avete uno stomaco abbastanza forte, potete dare un’occhiata alla lista pubblicata dall’Associazione <a href="http://aldf.org/article.php?id=1213">Animal Legal Defense Fund</a>, nella quale vengono riportati dettagliatamente i crimini contro gli animali perpetrati da famosi serial killer come Jeffrey Dahmer e Ted Bundy.</p>
<p>“I massacri che hanno insanguinato le scuole americane negli ultimi anni, in molti casi, sono cominciati con la crudeltà verso gli animali,” sostiene PETA.</p>
<p>Le pene contro chi abusa degli animali sono ancora eccessivamente indulgenti. Per esempio, in <a href="http://www.animallaw.info/statutes/stuscost18_9_201.htm">Colorado</a> la violenza sugli animali è catalogata fra i reati minori – le infrazioni – per i quali è previsto (ma non succede mai) l’arresto dai 6 ai 18 mesi e una multa che oscilla fra i 500 e i 5,000 dollari.</p>
<p>Accuse di violenza aggravata sono considerate “delitti”, ma complessivamente le pene comminate per simili atrocità non sono ancora abbastanza rigide.</p>
<p><strong>La crudeltà ai danni degli animali accade ogni giorno. È una violenza, un crimine brutale che spesso viene punito in maniera insignificante, aspetto questo che non inquieta soltanto il nostro sentimento morale ma rappresenta persino una concreta possibilità di pericolo per tutte le nostre famiglie. </strong></p>
<p><strong>E’ tempo di prendersene cura seriamente. </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>The horse fighting</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Apr 2013 11:01:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Orsi della Luna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’importante è vincere. di Daria Morosi Il caro vecchio motto “l’importante non è vincere ma partecipare” non è adatto a tutti gli sport. Di sicuro può andar bene per quelli praticati dall’uomo con l’uomo, volontariamente, consapevolmente, e con in palio al massimo un trofeo, un titolo o, perché no? del danaro. Quasi sicuramente non sarebbero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><strong><span style="color: #ff0000;"><a href="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/04/0206pod004.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-4342" style="margin-right: 10px;" title="Horses fight during a competition in Rongshui, Guangxi Zhuang Autonomous Region" src="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/04/0206pod004-300x203.jpg" alt="" width="302" height="205" /></a>L’importante è vincere</span></strong>.</h3>
<p>di <em>Daria Morosi</em></p>
<p>Il caro vecchio motto “l’importante non è vincere ma partecipare” non è adatto a tutti gli sport. Di sicuro può andar bene per quelli praticati dall’uomo con l’uomo, volontariamente, consapevolmente, e con in palio al massimo un trofeo, un titolo o, perché no? del danaro.</p>
<p>Quasi sicuramente non sarebbero dello stesso avviso quei poveri cavalli, costretti dall’uomo a lottare contro un loro simile senza ragione; con cattiveria e, possibilmente, spargimento di sangue: perché si sa, è sempre molto apprezzato dal pubblico.<br />
<span id="more-4341"></span><a href="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/04/0000ba0d_medium.jpeg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-4344" style="margin-right: 10px;" title="0000ba0d_medium" src="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/04/0000ba0d_medium-300x214.jpg" alt="" width="300" height="214" /></a>Ci riferiamo alla crudele pratica dell’<em>horse fighting</em>, sedicente sport molto popolare, nel quale due stalloni lottano uno contro l’altro in un’area delimitata, attorniati da ovazioni strepitanti del pubblico assetato di sangue, dalla furia e dall’intensità del combattimento. <strong>Non è raro che il match si concluda con la morte di uno dei due partecipanti.</strong></p>
<p>I cavalli sono notoriamente animali da mandria, e allo stato brado sono portati a lottare sia per definire le gerarchie all’interno del gruppo sia per guadagnarsi il diritto di accoppiamento. In queste circostanze i cavalli non combattono, però, fino alla morte, ma solo fino a quando uno dei due si arrende o fugge. Questo è il sistema naturale per assicurarsi la prosecuzione della specie basata sulla linea di sangue più forte.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Ma scopriamo meglio come si svolge la competizione.</strong></span> Prima di tutto vengono fatti entrare i due concorrenti nell’area adibita allo scontro. Successivamente un esemplare femmina in calore viene mostrata e subito ritirata. I cavalli che non ingaggiano immediatamente il combattimento vengono incitati con la frusta o con il boato delle armi da fuoco, in modo che la paura li sproni al certame.</p>
<p><a href="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/04/7.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-4346" style="margin-right: 10px;" title="7" src="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/04/7-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a><strong>Nel corso del duello i cavalli si mordono, scalciano e si colpiscono vicendevolmente con gli zoccoli, procurandosi profonde ferite che spesso si rivelano mortali. Lo stallone che resta in piedi è dichiarato vincitore.</strong></p>
<p>Ma gli abusi contro queste povere bestie non si fermano qui. Oltre alla sofferenza fisica e alle lesioni che gli stalloni s’infliggono, anche le giumente subiscono maltrattamenti poiché vengono sottoposte a continue iniezioni di ormoni per prolungare allo spasimo il calore.</p>
<p>Nei festival più importanti sono previsti veri e propri tornei, nei quali partecipano diverse coppie di stalloni e i vincitori di ogni match si affrontano  fino a quando restano in gara solo due esemplari. Nello scontro conclusivo il cavallo che vince viene proclamato campione, vestito con un mantello speciale e acclamato dalla folla.</p>
<p><strong>Nonostante l’<em>horse fighting </em>sia ritenuto illegale nella maggior parte del mondo, è ancora molto diffuso in paesi come le Filippine, l’Indonesia, la Cina e il Sud Corea.</strong></p>
<p>Uno spettacolo brutale e disumano che viene organizzato in qualsiasi occasione, dalle ricorrenze annuali più importanti alle sortite improvvisate dai cittadini locali per trascorrere un pomeriggio fra lazzi e scommesse, talvolta solamente per onorare la presenza di un ospite speciale. I combattimenti possono aver luogo negli stadi delle città o in campi da gioco abbandonati nelle province e nei villaggi più remoti. I cavalli che prendono parte all’incontro sono spesso allevati all’uopo, anche se capita che vengano acquistati dai promotori di eventi per la loro taglia e robustezza e poi addestrati alla lotta.</p>
<p><a href="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/04/F5C3D2AB-Horse-Fighting.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-4347" style="margin-right: 10px;" title="F5C3D2AB-Horse-Fighting" src="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/04/F5C3D2AB-Horse-Fighting-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><span style="color: #ff0000;"><strong>Ma cosa succede ai cavalli sconfitti?</strong></span>La loro vita è di fatto nelle mani dei proprietari. Gli esemplari che riportano ferite superficiali possono essere preparati per futuri duelli. Tuttavia, se gli animali in questione sono deboli verranno destinati a una fine ancora peggiore. Nel loro successivo incontro dovranno affrontare un concorrente più forte, e questo rende molto probabile che il malcapitato venga mutilato o addirittura ucciso. In questo modo si assicura agli spettatori la dose di sangue e violenza che bramano.</p>
<p><strong>Per quei cavalli che invece escono dallo scontro seriamente feriti, la carriera agonistica è conclusa: il loro destino sarà comunque la morte o il macello.</strong></p>
<p>Alcuni visitatori hanno riportato che in certe aree dei paesi asiatici i cavalli vengono direttamente uccisi e macellati sul posto, per poi finire nei piatti degli spettatori.</p>
<p><a href="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/04/article-0-08840646000005DC-566_634x830.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-4349" style="margin-right: 10px;" title="article-0-08840646000005DC-566_634x830" src="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/04/article-0-08840646000005DC-566_634x830-229x300.jpg" alt="" width="229" height="300" /></a>I motivi per cui questo assurdo sport continua a esistere sono diversi: sicuramente il retaggio culturale di una manifestazione che si tramanda da secoli, oltre all&#8217;ebbrezza del gioco d’azzardo orbitante intorno all’evento.</p>
<p>Come sempre le riflessioni che nascono nella mia testa dopo queste letture sono svariate, e quasi sempre negative. <span style="color: #000000;">La capacità da parte dell’uomo di manipolare la natura e servirsi di essa per il proprio divertimento è stata più volte verificata come pure, ancor più frequentemente, l’incapacità di provare un sentimento di compassione per le altre specie, molto spesso nemmeno per la propria.</span></p>
<p>Abbiamo cominciato a servirci degli animali fin dalla preistoria per ovvie ragioni di sopravvivenza; abbiamo continuato ad abitare lo stesso pianeta in compagnia di animali che durante la nostra evoluzione verso il benessere abbiamo in buona parte messo a servizio dei nostri bisogni e ancor più dei nostri piaceri. Quelli che non siamo stati in grado di domare, li abbiamo cacciati, catturati e rinchiusi in qualche gabbia.</p>
<p><strong>E in questo passaggio ci siamo sempre più distaccati dalla vera natura delle cose. L’unicità nel diverso. Siamo tutti indistintamente parte dello stesso pianeta, come una moltitudine di riflessi scintillanti originati dallo stesso cristallo e dallo stesso sole.</strong></p>
<p>Mi chiedo spesso se c’è stato un preciso momento nella storia dell’uomo in cui l’istinto di sopravvivenza si è trasformato in totale indifferenza verso la sofferenza di chi ci sta di fronte, quando esattamente ci siamo  dimenticati della capacità di ogni essere vivente di provare dolore ed emozioni, esattamente come noi.  E quando, infine, abbiamo stabilito come nostro irrevocabile diritto, la libertà di ignorare la sofferenza di tutti, anche dei nostri simili.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Se queste sono le basi sulle quali vogliamo costruire una società civile, forse dovremmo riconsiderare il concetto di civiltà.</strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il Regno Unito mette al bando l’uso di animali selvatici nei circhi</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Apr 2013 15:28:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Orsi della Luna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il divieto effettivo dal 2015. Le indagini portate avanti in oltre 20 anni dall’Associazione Animal Defenders International (ADI), che ha mostrato l’impressionante numero di abusi subiti dagli animali usati nelle esibizioni circensi, hanno spinto oggi il Governo Inglese a vietare simili performance a partire dal 2015. La decisione segue a ruota la condanna unanime di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #ff0000;"><a href="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/04/circus_lion_1920_x_1440-1152x864.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-4324" style="margin-right: 10px;" title="circus_lion_1920_x_1440-1152x864" src="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/04/circus_lion_1920_x_1440-1152x864-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Il divieto effettivo dal 2015. </span></h3>
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #000000;">Le indagini portate avanti in oltre 20 anni dall’Associazione Animal Defenders International (ADI), che ha mostrato l’impressionante numero di abusi subiti dagli animali usati nelle esibizioni circensi,<strong> hanno spinto oggi il Governo Inglese a vietare simili performance a partire dal 2015.</strong> La decisione segue a ruota la condanna unanime di gruppi protezionisti e chirurghi veterinari, consapevoli delle deprecabili condizioni di trasporto e dello spietato addestramento al quale sono costretti gli animali selvatici ed esotici con il solo scopo di intrattenere la gente.</span></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><br />
<span id="more-4323"></span><span style="color: #000000;"><a href="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/04/images4534654.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-4327" style="margin-right: 10px;" title="images4534654" src="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/04/images4534654.jpg" alt="" width="299" height="198" /></a><strong>Anni di studi hanno evidenziato che i circhi non possono soddisfare le esigenze etologiche di queste creature</strong>, confinate in angusti spazi, senza alcun arricchimento ambientale e spesso preda di comportamenti stereotipati che denotano un grave stato di sofferenza, senza considerare i brutali metodi di sottomissione e i frequenti disagevoli viaggi. </span></span></p>
<p>Lo sfruttamento degli animali selvatici per il divertimento pubblico non ha alcun valore educativo o conservazionistico. Oltre il 94% della gente desidera la loro libertà, così come il 65% dei politici inglesi.</p>
<p>Il presidente di Animal Defenders International, Jan Creamer, ha dichiarato:</p>
<p>&#8220;Non c’è posto nelle nostre società civili per lo sfruttamento e la crudeltà nei confronti degli animali, costretti a una vita di privazioni e abusi per il semplice intrattenimento umano. Abbiamo registrato un notevole consenso da parte della gente e degli organi politici nella difesa di questa battaglia”.</p>
<p style="text-align: center;"><iframe src="http://www.youtube.com/embed/cw7W1AJAL2c" frameborder="0" width="420" height="315"></iframe></p>
<p>L’anno scorso le terribili punizioni alle quali veniva sottoposta l’elefantessa Anne nel circo Bobby Roberts hanno sconvolto il mondo intero. Oggi il Regno Unito può con orgoglio unirsi al novero dei 20 paesi che si sono schierati contro questo abominevole sollazzo.</p>
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		<title>L’informazione che uccide i polli</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Apr 2013 13:13:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Orsi della Luna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;aviaria ritorna. Si riaffaccia sulla scena mondiale lo spauracchio dell’aviaria, con esiti ovviamente devastanti – in questo momento più per gli animali che per gli uomini. Sono stati infatti segnalati nuovi casi di infezione dal virus H7N9, conosciuto come bird flu, sia a Pechino che nella provincia di Henan. La gravità del contagio e i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><a href="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/04/img1024-700_dettaglio2_Cina-aviaria.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-4314" style="margin-right: 10px;" title="img1024-700_dettaglio2_Cina-aviaria" src="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/04/img1024-700_dettaglio2_Cina-aviaria-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a><strong><span style="color: #ff0000;">L&#8217;aviaria ritorna.</span></strong></h3>
<p>Si riaffaccia sulla scena mondiale lo spauracchio dell’aviaria, con esiti ovviamente devastanti – in questo momento più per gli animali che per gli uomini. Sono stati infatti segnalati nuovi casi di infezione dal virus H7N9, conosciuto come <em>bird flu</em>, sia a Pechino che nella provincia di Henan.</p>
<p>La gravità del contagio e i danni causati alla salute umana varia da persona a persona. Il sistema di prevenzione è stato implementato e in un certo qual modo si può dire che funziona.</p>
<p><span id="more-4313"></span><a href="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/04/detail-Influenza-aviaria.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-4316" style="margin-right: 10px;" title="detail-Influenza aviaria" src="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/04/detail-Influenza-aviaria-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Il virus non ha solo causato grande panico nell’opinione pubblica, ma ha soprattutto determinato un grave danno all’industria del settore e a numerosi allevamenti in tutta la Cina. Le perdite per il momento ammontano a circa un milione e mezzo di dollari, cominciando a contare dall’ultima settimana, ossia da quando l’epidemia è di nuovo esplosa.</p>
<p><strong>Dovunque sia stato segnalato o ipotizzato un caso di aviaria dovranno essere abbattuti tutti i polli all’interno di un’area di contenimento indicata dalle autorità.</strong> Questo provocherà senz’altro perdite a livello economico, ma il danno più rilevante per gli allevatori è rappresentato dalla paura dei consumatori, che imporrà inevitabilmente un crollo dei prezzi.</p>
<p><strong></strong><strong><a href="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/04/bird-flu.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-4317" style="margin-right: 10px;" title="bird-flu" src="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/04/bird-flu-300x187.jpg" alt="" width="300" height="187" /></a>Il problema principale risiede nella nostra eccessiva preoccupazione per il virus H7N9. Nonostante sia stato provato che l’infezione può essere mortale, sembra ormai chiaro, secondo le rilevazioni fatte dalla comunità medica internazionale, che la carne degli animali incriminati, se trattata ad alte temperature, è sicura.</strong> La Cina ha messo in atto tutte le misure di prevenzione e quarantena necessarie, seguendo i protocolli standard con la massima rigidità. A dispetto di tali iniziative, la gente continua ad essere spaventata e a non acquistare pollame.</p>
<p>La scelta di non mangiare o limitare il consumo di questi animali durante un’epidemia di aviaria è comprensibile. Eppure, quando molte persone lo fanno insieme, tutta l’industria del settore va in crisi. E in questo come in altri casi analoghi, a rimetterci sono i sempre gli stessi polli.</p>
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		<title>It’s not chicken feed</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Mar 2013 14:36:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Orsi della Luna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli antibiotici usati per allevare gli animali potrebbero ucciderci. La resistenza agli antibiotici e la conseguente perdita di efficacia di questi presidi farmacologi nel controllo delle infezioni batteriche, in gran parte causato dal loro massiccio impiego nell’industria della carne, potrebbe letteralmente ucciderci. Perché gli allevamenti hanno bisogno di nutrire gli animali con un costante impiego [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #ff0000;"><strong><a href="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/03/hoggingantibiotics.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-4302" style="margin-right: 10px;" title="hoggingantibiotics" src="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/03/hoggingantibiotics-300x208.jpg" alt="" width="300" height="208" /></a>Gli antibiotici usati per allevare gli animali potrebbero ucciderci.</strong></span></h3>
<p>La resistenza agli antibiotici e la conseguente perdita di efficacia di questi presidi farmacologi nel controllo delle infezioni batteriche, in gran parte causato dal loro massiccio impiego nell’industria della carne, potrebbe letteralmente ucciderci.</p>
<p><strong>Perché gli allevamenti hanno bisogno di nutrire gli animali con un costante impiego di antibiotici, ragione questa che provoca anche una rapida perdita della loro efficacia terapeutica?</strong></p>
<p><span id="more-4301"></span><a href="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/03/fda-antibiotics-320.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-4303" style="margin-right: 10px;" title="fda-antibiotics-320" src="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/03/fda-antibiotics-320-300x262.jpg" alt="" width="300" height="262" /></a>Ciò avviene perché in questi luoghi gli animali vengono grottescamente ammassati in minuscole gabbie – così piccole da impedire loro qualsiasi movimento. In tali condizioni le infezioni prosperano, spesso con esiti letali.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>È molto più economico nutrire gli animali con una dieta basata su una regolare somministrazione di antibiotici, piuttosto che assicurare loro condizioni di vita migliori e un trattamento per così dire “umano”.</strong></span></p>
<p>In questo modo le industrie del settore possono vendere la carne a qualche centesimo meno per chilo.<strong> </strong></p>
<p><strong>Il risparmio si traduce però in malattia e morte, come hanno dimostrato ampiamente in questi anni i numerosi casi di febbre suina e aviaria.</strong></p>
<p>La Cina è il più grande produttore e consumatore di antibiotici al mondo ma, come ogni altra nazione, non si preoccupa affatto di monitorare il loro impatto sull’ambiente.</p>
<p><a href="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/03/r-PIG-FARM-ANTIBIOTICS-large5701.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-4306" style="margin-right: 10px;" title="r-PIG-FARM-ANTIBIOTICS-large570" src="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/03/r-PIG-FARM-ANTIBIOTICS-large5701-300x125.jpg" alt="" width="300" height="125" /></a>Uno <a href="http://www.pnas.org/content/early/2013/02/05/1222743110.abstract">studio</a> pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica <em>Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America (PNAS) </em>mostra che l’uso indiscriminato di antibiotici negli allevamenti cinesi può favorire lo sviluppo di geni resistenti (ARGs), che rappresentano un <a href="http://www.care2.com/causes/this-news-could-kill-you-fda-antibiotics.html">rischio per la salute umana</a>.</p>
<p>La ricerca, condotta da un team di scienziati dell’Università del Michigan in collaborazione con l’Accademia delle Scienze Cinese, si è concentrata sugli allevamenti di suini. Ciò che questo studio ha evidenziato è davvero sorprendente: sono stati scoperti ben149 diversi geni resistenti agli antibiotici, qualcuno a un livello fino a 28.000 volte superiore alla media.</p>
<p><strong>Naturalmente non si può credere che il fenomeno interessi solo la Cina.</strong></p>
<p><a href="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/03/rbgh-cow.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-4307" style="margin-right: 10px;" title="rbgh-cow" src="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/03/rbgh-cow-300x173.jpg" alt="" width="300" height="173" /></a>“Le nostre ricerche si sono svolte in Cina ma riflettono quel che accade in tutto il mondo” – riferisce James Tiedje, professore di microbiologia e genetica molecolare all’Università del Michigan.</p>
<p>“L’Organizzazione Mondiale per la Sanità Animale (OIE) e la U.S. Food and Drug Administration si sono mosse per migliorare la normativa sull’uso dei farmaci veterinari proprio perché questi geni migrano facilmente.&#8221;</p>
<p><strong>Dato che gli animali non assorbono completamente l’enorme quantità di antibiotici pompati nel loro sistema, gli scarti organici si trasformano in letame – circa 700 milioni di tonnellate prodotte annualmente nella sola Cina.</strong> Il letame è venduto come fertilizzante o viene riversato nei fiumi e nelle falde acquifere, con il carico di geni resistenti agli antibiotici.</p>
<p><a href="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/03/g7p4jd.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-4308" style="margin-right: 10px;" title="g7p4jd" src="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/03/g7p4jd-300x208.jpg" alt="" width="302" height="210" /></a>Questi pericolosi geni possono diffondersi in tutto il mondo con il commercio internazionale, l’immigrazione e i viaggi turistici. In qualche caso i geni diventano molto mobili, nel senso che possono spostarsi in altri batteri e causare malattie negli esseri umani.<strong><span style="color: #ff0000;"> Si tratta purtroppo di un problema molto serio perché le infezioni che provocano non possono essere curate con gli antibiotici.</span></strong></p>
<p>A causa di questo circolo vizioso, i geni che resistono agli antibiotici rappresentano un rischio per la salute umana di tutto il mondo e dovrebbero essere classificati alla stregua degli agenti inquinanti – sostiene Tiedje.</p>
<p>È necessario proteggere l’efficacia degli attuali antibiotici perché produrne di nuovi è estremamente difficile.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Killing for Kicks</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Mar 2013 10:21:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Orsi della Luna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Milioni di canguri uccisi ogni anno per produrre articoli sportivi. di Elena Intra L&#8217;Australia esporta annualmente in Europa e negli Stati Uniti circa 3 milioni di pelli di canguro, per un valore di 12 milioni di sterline. La stragrande maggioranza di esse viene utilizzata per fabbricare scarpette da calcio; altre, invece, per guanti da golf, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #ff0000;"><a href="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/03/killing-logo.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-4287" style="margin-right: 10px;" title="killing logo" src="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/03/killing-logo-300x183.jpg" alt="" width="300" height="183" /></a></span></h3>
<h3><span style="color: #ff0000;">Milioni di canguri uccisi ogni anno per produrre articoli sportivi.</span></h3>
<p>di <em>Elena Intra</em></p>
<p>L&#8217;Australia esporta annualmente in Europa e negli Stati Uniti circa 3 milioni di pelli di canguro, per un valore di 12 milioni di sterline. La stragrande maggioranza di esse viene utilizzata per fabbricare<strong> scarpette da calcio</strong>; altre, invece, per <strong>guanti da golf</strong>, da <strong>baseball</strong> e altre amenità dedicate alla <em>ricreazione </em>umana. Gli articoli vengono spesso etichettati con il codice &#8220;K leather&#8221; o &#8220;RKT&#8221;, per nascondere l’atroce verità. Il governo australiano stabilisce ogni anno il numero dei canguri che può essere sterminato. <strong>Nel 2011, la cifra è stata di 3.7 milioni.</strong> Dietro eufemismi di circostanza quali &#8220;uccisione umana&#8221; o &#8220;risorsa rinnovabile&#8221;, si oscura il fatto che questo paese autorizza la macellazione dei propri animali selvatici, assurti a simbolo di un intero continente, per meri scopi di lucro.<span id="more-4286"></span><a href="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/03/stop-using-kangaroo-leather.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-4289" style="margin-right: 10px;" title="stop using kangaroo leather" src="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/03/stop-using-kangaroo-leather-300x242.jpg" alt="" width="300" height="242" /></a>Sparano ai canguri di notte nei vasti spazi dell’entroterra, a chilometri di distanza dalla civiltà e dal controllo pubblico. Teoricamente i cacciatori dovrebbero attenersi a un codice di condotta, per così dire deontologico, una sorta di direttiva che non è né giuridicamente applicabile né legata in alcun modo alla legge australiana sulla prevenzione della crudeltà verso gli animali. Secondo tale codice, <strong>per ucciderli umanamente i cacciatori dovrebbero sparare alle bestie saltellanti una pallottola in testa</strong>, ma questo il più delle volte non avviene e si causa loro una lunga e agonizzante morte.</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Le cifre ufficiali, inoltre, non tengono conto dei cuccioli che rimangono vittime di questa industria.</span></strong> Ogni volta che viene ucciso un canguro femmina, è probabile che con lei vi siano anche due cuccioli, uno nella sacca e uno ai piedi. <strong>Sovente i piccoli vengono bastonati, colpiti o semplicemente lasciati morire a terra a in quanto ritenuti &#8220;inutili&#8221;.</strong></p>
<p><a href="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/03/images.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-4290" style="margin-right: 10px;" title="images" src="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/03/images.jpg" alt="" width="300" height="198" /></a>Altri giovani esemplari, più indipendenti, riescono a fuggire ma finiscono per soccombere ai morsi della fame, al freddo o rimangono vittime dell’agguato dei loro naturali predatori.</p>
<p>Nel barbaro business sono coinvolti alcuni grandi nomi di calzature sportive, fra i quali Adidas, uno dei maggiori clienti del settore, che fa da corifeo a grandi colossi come Nike, Puma e Umbro. Nonostante la protesta delle organizzazioni animaliste, secondo le ultime rilevazioni tutte e quattro i brand realizzano ancora calzature sfruttando il marsupiale. Nel 2006, David Beckham &#8211; pagato milioni di sterline per promuovere i prodotti Adidas &#8211; dopo anni trascorsi a indossare scarpe da calcio realizzate con pelle di canguro ha deciso di passare al sintetico.</p>
<p><a href="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/03/images1258.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-4291" style="margin-right: 10px;" title="images1258" src="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/03/images1258.jpg" alt="" width="297" height="224" /></a>L’organizzazione animalista Viva! è tra i maggiori sostenitori <a href="http://www.savethekangaroo.com/adidas/index.shtml">della campagna a favore dell&#8217;abolizione della pelle di canguro</a>.</p>
<p>Nel 2002 proprio a Viva! era stata recapitata un&#8217;email inviata da John Kelly, portavoce per la Kangaroo Industry Association of Australia, nella quale si leggeva:</p>
<p>&#8220;Il settore delle scarpe da calcio è di vitale importanza per l&#8217;industria della pelle di canguro. Senza di esso, l&#8217;intero settore sarebbe a rischio. L&#8217;Adidas finora ha ricevuto più di 10.000 e-mail di lamentele &#8230; e sono ovviamente preoccupati per i danni alla loro immagine&#8221;.</p>
<p><strong>Attualmente sul mercato sono disponibili svariate alternative di successo, materiali sintetici utilizzati anche per le scarpe dei calciatori più famosi, quindi perchè continuare a causare tanta sofferenza?</strong> Anche il progettista originale della scarpa<em> Predator</em>, l&#8217;ex giocatore del Liverpool Craig Johnston, ha pubblicamente dichiarato che:</p>
<p><a href="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/03/6a00d8341c51c053ef00e54f52f97b8834-800wi.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-4292" style="margin-right: 10px;" title="6a00d8341c51c053ef00e54f52f97b8834-800wi" src="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/03/6a00d8341c51c053ef00e54f52f97b8834-800wi-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>&#8220;Il modello originale [del <em>Predator</em>] era completamente in gomma. Sintetici, gomme e nuovi materiali sono sicuramente il futuro delle scarpe da calcio. Non sono d&#8217;accordo con l&#8217;uccisione dei canguri.&#8221;</p>
<p>Per fortuna, Adidas sembra iniziare a concordare con queste politiche e attualmente nessuna delle scarpe della serie <em>Predator</em> è più realizzata con pelle di canguro. E&#8217; stato anche riportato che in generale i produttori di scarpe da calcio si stanno allontanando sempre più da tale commercio, per via della pressione esercitata dall’opinione pubblica e delle organizzazioni a favore dei diritti degli animali. La stessa Nike pochi mesi fa <a href="http://nikeinc.com/news/statement-regarding-use-of-kangaroo-leather-in-nike-football-soccer-boots">ha pubblicato sul proprio sito ufficiale una importante nota</a>. Di seguito pubblichiamo un estratto:</p>
<p><a href="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/03/images8556545658.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-4293" style="margin-right: 10px;" title="images8556545658" src="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/03/images8556545658.jpg" alt="" width="297" height="197" /></a>&#8220;Nel corso degli anni, la Nike ha lavorato in maniera proattiva alla progressiva eliminazione di pelli esotiche dalla sua gamma di prodotti. Nel dicembre 2009 abbiamo aggiornato la nostra politica iniziando la graduale eliminazione dell&#8217;utilizzo di pelle di serpente, lucertola e coccodrillo.</p>
<p>La Nike è leader nel mercato dello sviluppo di materiali per le calzature sostenibili [...]. Per quanto venga utilizzata in una percentuale molto bassa (meno dell&#8217;1%) nella produzione di scarpe da calcio, la nostra intenzione è quella di abbandonare definitivamente l&#8217;uso della pelle di canguro, continuando a lavorare con i fornitori di materiali sintetici innovativi&#8221;.</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Il numero di canguri è sempre più in declino in Australia. Nel 2010 si contavano 25 milioni; oltre 32 milioni in meno rispetto al 2001, quando ce n&#8217;erano quasi  58 milioni.</span></strong></p>
<p><a href="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/03/500-kangaroo_shooting2.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-4294" style="margin-right: 10px;" title="500-kangaroo_shooting2" src="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/03/500-kangaroo_shooting2-300x150.jpg" alt="" width="300" height="150" /></a>Sei specie si sono già estinte in maniera perentoria, altre quattro sono sparite dal continente australiano e diciassette sono considerate vulnerabili o in pericolo. I canguri rossi sono particolarmente a rischio. <strong>Al momento vengono uccisi a un ritmo tre volte superiore a quello con cui si riproducono. Nel 1960 l&#8217;età media era di 12 anni, oggi di appena due.</strong></p>
<p>Sembra quindi ancora piuttosto lunga la strada che potrebbe portare al 100% &#8220;kangaroo-free&#8221;.</p>
<p>Diverse le petizioni create online per indurre la fine di questo disumano commercio. Da segnalare quella di <a href="http://www.change.org/petitions/nike-stop-the-slaughter-of-kangaroos-to-make-your-soccer-shoes">Change.org </a> e quella di <a href="http://www.thepetitionsite.com/1/adidas-stop-using-kangaroo-leather/">Care2.</a></p>
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		<title>L’altra faccia del consumo di carne di cane</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Mar 2013 13:44:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Orsi della Luna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Crescono i casi di rabbia in Cina. In Cina si muore di rabbia. Non a causa dei cani che mordono gli esseri umani ma viceversa, dato che sono proprio gli umani ad addentare le povere bestie, uccise in un numero compreso fra i 18 e gli 80 milioni ogni anno. Il Ministero per la Salute [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><a href="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/03/5200180-dog-lover-02-800x523.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-4280" style="margin-right: 10px;" title="5200180-dog-lover-02-800x523" src="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/03/5200180-dog-lover-02-800x523-300x196.jpg" alt="" width="310" height="198" /></a><span style="color: #ff0000;">Crescono i casi di rabbia in Cina.</span></h3>
<p><strong>In Cina si muore di rabbia.</strong> Non a causa dei cani che mordono gli esseri umani ma viceversa, dato che sono proprio gli umani ad addentare le povere bestie, uccise in un numero compreso fra i 18 e gli 80 milioni ogni anno.</p>
<p>Il Ministero per la Salute dichiara che si tratta del secondo paese più colpito al mondo, subito dopo l’India. E la situazione sta peggiorando. I casi segnalati appaiono infatti in crescita secondo gli ultimi rilevamenti. Nel 2007 sono stati individuati ben 3.302 casi confermati di rabbia, cifra venti volte superiore al numero di infetti riscontrato nel periodo che va dal 1990 al 1996.<br />
<span id="more-4279"></span><a href="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/03/paws01.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-4281" style="margin-right: 10px;" title="paws01" src="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/03/paws01-300x214.jpg" alt="" width="305" height="217" /></a><strong>Non è solo il consumo della carne di questo animale a provocare la rabbia.</strong> La macellazione e il processo di cottura potrebbe essere ancora più pericoloso. Dopo il caso di due uomini che hanno contratto il virus e sono morti in Vietnam, le autorità locali dichiarano che “il 70% delle persone decedute per tale ragione è stata morsa da cani infetti, mentre il 30% degli infetti si è esposta al processo di macellazione e confezionamento della carne”.</p>
<p>Secondo l’associazione benefica indipendente <a href="http://www.wellcome.ac.uk/News/Media-office/Press-releases/2009/WTX053776.htm">Wellcome Trust</a>, impegnata nella ricerca per il miglioramento della salute umana e animale, la rabbia è quasi sempre mortale. Si calcola che uccida ogni anno in Asia oltre 30.000 persone, e che il numero di vittime sia in crescita in Cina e Vietnam. Fra i sintomi più frequenti ricordiamo ansia e agitazione, gravi spasmi, febbre, paura dell’acqua e incapacità di bere liquidi. Esiste il vaccino per la prevenzione ma raramente la cura contro la malattia produce gli esisti sperati. <strong>Quando compaiono i sintomi è ormai troppo tardi.</strong></p>
<p><a href="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/03/dog-meat-1.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-4283" style="margin-right: 10px;" title="dog-meat-1" src="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/03/dog-meat-1-300x279.jpg" alt="" width="300" height="279" /></a>Mangiare carne di cane in Asia è abbastanza comune, ma <strong><span style="color: #ff0000;">le ricerche condotte dal Dipartimento per gli Studi Clinici sulle Malattie Infettive del Sud Est Asiatico hanno individuato un potenziale rischio associato alla preparazione di questa pietanza.</span></strong> <a href="http://www.plosmedicine.org/article/info%3Adoi%2F10.1371%2Fjournal.pmed.1000044">In uno studio pubblicato nel marzo del 2009</a>, Heiman Wertheim e i colleghi dell’Istituto Nazionale di Igiene ed Epidemiologia in collaborazione con l’Istituto di Malattie Infettive e Tropicali di Hanoi, in Vietnam, riportano il caso di due pazienti giunti in ospedale con la sintomatologia classica dell’infezione da rabbia, senza tuttavia essere stati morsi da animali affetti da questa patologia nei mesi precedenti.</p>
<p><strong>Sembra chiaro che probabilmente il virus si può trasmettere nel corso della macellazione di cani e gatti, se le persone coinvolte presentano ferite o abrasioni esposte al contagio.</strong></p>
<p>Il vaccino e la certificazione sullo stato di salute degli animali serve a controllare la rabbia ma non blocca il consumo di carne di cane.<br />
&nbsp;</p>
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		<title>Il massacro degli elefanti al parco nazionale di Bouba Ndjida</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Mar 2013 12:10:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Orsi della Luna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Blood ivory. Che cosa veramente accadde un anno fa? Il parco nazionale di Bouba Ndjida in Camerun è stato recentemente teatro della più brutale strage di elefanti del secolo:  650 pachidermi abbattuti dai bracconieri in appena 3 mesi. L’unica ONG a entrare nel parco durante il massacro è stata l’IFAW, il Fondo Internazionale per il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #ff0000;"><strong><a href="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/03/0726chad-elephant-dead.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-4263" style="margin-right: 10px;" title="0726chad-elephant-dead" src="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/03/0726chad-elephant-dead-300x200.jpg" alt="" width="302" height="201" /></a>Blood ivory. Che cosa veramente accadde un anno fa?</strong></span></h3>
<p>Il parco nazionale di Bouba Ndjida in Camerun è stato recentemente teatro della più brutale strage di elefanti del secolo:  <strong>650 pachidermi abbattuti dai bracconieri in appena 3 mesi.</strong> L’unica ONG a entrare nel parco durante il massacro è stata l’IFAW, il Fondo Internazionale per il Benessere Animale. Celine Sissler-Bienvenu, direttore francesce per l’IFAW in Africa, ha guidato la missione.</p>
<p>La giornalista Christina M. Russo ha intervistato Celine nell’anniversario del drammatico evento, alla ricerca di una spiegazione che ci permetta di comprendere cosa realmente accadde, e se davvero i bracconieri fecero razzia anche di cuccioli.<br />
<span id="more-4262"></span><strong><a href="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/03/cameroon.elekillings_DSC0416-S.568.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-4264" style="margin-right: 10px;" title="cameroon.elekillings_DSC0416-S.568" src="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/03/cameroon.elekillings_DSC0416-S.568-300x199.jpg" alt="" width="303" height="201" /></a>Quando è cominciato il massacro?</strong></p>
<p>Nel gennaio del 2012.</p>
<p><strong>Quando sospetta che i bracconieri abbiano cessato le operazioni?</strong></p>
<p>Agli inizi del 2012. I soldati camerunensi, finalmente schierati dal governo nel parco, non sono giunti a Bouba Ndjida prima della fine di aprile. E così pensiamo che i bracconieri abbiano lasciato l’area al più tardi verso metà aprile.</p>
<p><strong>Quanti bracconieri erano coinvolti nel massacro?</strong></p>
<p>La stima si basa sui racconti delle comunità locali. Grosso modo 50-100 persone, ma divisi in piccoli gruppi di 5 o 10 cacciatori.</p>
<p><strong><a href="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/03/0307.cameroon.elephant.KIMG_3596.568.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-4266" style="margin-right: 10px;" title="0307.cameroon.elephant.KIMG_3596.568" src="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/03/0307.cameroon.elephant.KIMG_3596.568-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Per favore, ci dica quando avete percepito per la prima volta che sul parco incombeva una grave minaccia.</strong></p>
<p>Le prime informazioni giunsero agli inizi di gennaio; le notizie allora riguardavano una marcia dei bracconieri verso il Camerun. Ma, indiscrezioni propalate intorno alla fine di dicembre segnalavano la loro presenza nel Chad.  In quei giorni mi trovavo in Congo. A febbraio, un mio referente a Bouba Ndjida mi avvisò di aver sentito numerosi spari e avvistato oltre 200 carcasse. <strong><span style="color: #ff0000;">Riferì, inoltre, di aver contattato le autorità per informarle dell’accaduto, senza però ottenere alcuna reazione.</span></strong> Questa è la ragione per cui mi ha contattato: mi chiese se l’IFAW poteva fare qualcosa. <strong></strong></p>
<p><strong>I cacciatore di frodo erano a cavallo?</strong></p>
<p>Sì.</p>
<p><strong><a href="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/03/0307.cameroon.elephants.corpses.11-Elephants-11-.568.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-4267" style="margin-right: 10px;" title="0307.cameroon.elephants.corpses.11-Elephants-11-.568" src="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/03/0307.cameroon.elephants.corpses.11-Elephants-11-.568-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a>È stato largamente riportato che i responsabili furono i <strong>Janjaweed (</strong><em>miliziani filogovernativi impegnati nella guerra civile nella regione del Darfur in Sudan</em>) – lei crede che si tratti di un altro gruppo?</strong></p>
<p>I bracconieri che hanno ucciso gli elefanti provengono dal Sudan e dal Chad. I loro vestiti e la lingua parlata, l’arabo, confermano questa ipotesi. Molti hanno assunto che fossero coinvolti i Janjaweed, come negli anni precedenti, ma è più probabile che si tratti del clan tribale dei Rizeigat, un gruppo affiliato ai Janjaweed.</p>
<p><strong>Che tipo di armi è stato utilizzato per uccidere gli elefanti?</strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Armi in dotazione nell’esercito, come il fucile d’assalto AK47s. Anche granate a razzo (RPG) e tante munizioni. Un sacco di munizioni.</span> </strong></p>
<p><strong><a href="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/03/3105917_370.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-4269" style="margin-right: 10px;" title="3105917_370" src="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/03/3105917_370-300x205.jpg" alt="" width="300" height="205" /></a>Alla fine quanti esemplari sono stati abbattuti?</strong></p>
<p>Non conosciamo il numero esatto, ma parlando con le comunità locali che erano in contatto con i cacciatori di frodo, sembra che i killer abbiano censito il numero degli animali uccisi. A metà marzo erano 650.</p>
<p><strong>I bracconieri hanno sparato senza discriminazione alcuna?</strong></p>
<p>Si.<strong><span style="color: #ff0000;"> Hanno uccisi tutti i membri del branco. Hanno seguito il branco e li hanno fatti fuori tutti. Anche i cuccioli.</span></strong></p>
<p><strong>Una cosa, lei ha esaminato i resti degli elefanti. Sono state tagliate le orecchie?</strong></p>
<p>Esatto. È stata asportata parte delle orecchie – seguendo un disegno circolare &#8211; in tutti gli esemplari, eccetto i cuccioli. Ci hanno detto che si tratta di una consuetudine in voga in Sudan, prevalentemente, e non di un’usanza camerunense. Rappresenta una sorta di trofeo che i cacciatori desiderano tenere per sé per ogni elefante ucciso.</p>
<p><strong><a href="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/03/0726chad-elephant-dead2.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-4270" style="margin-right: 10px;" title="0726chad-elephant-dead2" src="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/03/0726chad-elephant-dead2-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Secondo quanto riportato dall’IFAW, molti degli elefanti – se non la maggior parte – erano ancora vivi quando le loro zanne sono state divelte. </strong><strong>È vero?</strong></p>
<p>Sì. Perchè alcuni degli elefanti sono stati colpiti dai proiettili sul corpo. E anche questo emerge dai rilievi effettuati sulle carcasse, molti di loro erano infatti genuflessi. Dunque, erano ancora vivi quando i bracconieri hanno segato le zanne. <span style="color: #ff0000;"><strong>Sono morti soffocati. Ed erano ancora vivi quando gli uomini hanno cominciato a staccare l’avorio dalla faccia.</strong></span></p>
<p><strong>Con un macete?</strong></p>
<p>Sì. E usarono anche qualche tipo di daga, visto che in alcuni casi sono stati danneggiati gli organi vitali. Pensiamo che abbiamo terminato gli animali con un pugnale. Queste ferite sono state rinvenute anche nei cuccioli, cosa che sorprende alquanto. <strong><span style="color: #ff0000;">Forse si è trattato di una sorta di tirocinio per i cacciatori, prima di cimentarsi con gli esemplari adulti; oppure di una strategia: torturare i piccoli per far uscire allo scoperto tutti gli altri. E ucciderli senza pietà.</span></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/03/image-400000-panoV9-tpjw.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-4271" style="margin-right: 10px;" title="Großangelegter Schlag von Interpol gegen Elfenbeinschmuggler" src="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/03/image-400000-panoV9-tpjw-300x144.jpg" alt="" width="301" height="147" /></a>Ha mai visto qualcosa di altrettanto crudele?</strong></p>
<p>No, mai. Non in queste proporzioni. I bracconieri sono davvero cambiati. Prima si trattava di una caccia di sostentamento, tranne che a partire dagli anni ’80. Poi queste zone sono diventate un bacino per rifornire il mercato asiatico e le incursioni si sono fatte più scrupolose e feroci.</p>
<p><strong>Come ha reagito il governo camerunense all’irruzione dell’IFAW nel parco di Bouba Ndjida?</strong></p>
<p>A essere onesti non l’hanno presa bene; soprattutto non hanno gradito che la notizia abbia fatto il giro del mondo, e che noi abbiamo documentato prima il massacro poi l’inerzia delle autorità.</p>
<p><strong>Il governo camerunense ha mai arrestato un solo cacciatore di frodo?</strong></p>
<p>No, nessuno è stato fermato. Inoltre mi chiedo dove sia andato a finire tutto questo avorio…</p>
<p><strong><a href="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/03/0307.cameroon.elephants.2._DSC0722.568.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-4272" style="margin-right: 10px;" title="0307.cameroon.elephants.2._DSC0722.568" src="http://www.orsidellaluna.org/wp-content/uploads/2013/03/0307.cameroon.elephants.2._DSC0722.568-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Potrebbe chiarirci un punto? I bracconieri</strong><strong> </strong><strong>entrano liberamente nel parco di Bouba Ndjida ?</strong></p>
<p>Non esattamente, ma ogni anno – nel corso della stagione secca – i cacciatori seguono <em>l’Ascia Sudanese</em>, un sentiero che dal Sudan conduce alla Repubblica Centrafricana, al Ciad e ora al Camerun, con lo scopo di sterminare gli elefanti. E queste gang sono le stesse che hanno decimato, a partire dal 2000, i pachidermi presenti nel parco nazionale di Zajouma, in Ciad, dove ora le autorità hanno decisamente ripreso il controllo della situazione bloccando ogni assalto dei killer. È per questa ragione, probabilmente, che i bracconieri si sono spostati in Camerun. Sappiamo che i cacciatori sono tornati a novembre del 2012. Erano nella Repubblica Centrafricana a gennaio &#8211; forse un gruppo di 150 o 200 persone &#8211; diretti in Ciad. Ora sembra che siano nuovamente a Bouba Ndjija. Nel parco, tuttavia, sono stati schierati numerosi soldati e speriamo che questo serva a scoraggiarli.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Il problema però è diventato un altro. Gli elefanti che vivevano nella riserva di Bouba Ndjija si sono spostati in Ciad, proprio per evitare gli uomini, in un’area non protetta. Speriamo che i cacciatori non li trovino.  </strong></span></p>
<p><strong></strong>Per leggere l’intervista integrale clicca <a href="http://news.mongabay.com/2013/0307-russo-elephants-bouba-njida.html?ndxpg">qui</a>.</p>
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