Dove gli animali diventano vino.
Attenzione, immagini esplicite. Il trattamento che la Cina riserva a molte specie animali, spesso in via d’estinzione, è stato più volte condannato dalle organizzazioni protezionistiche.
Passando sotto silenzio l’esiziale primato che indubbiamente spetta agli orsi della luna, non c’è che l’imbarazzo della scelta: dagli squali rigettati in mare agonizzanti e destinati a morte sicura una volta mozzate le loro pinne, ai mercati della carne di cane e gatto, dove l’afflizione letteralmente si consuma con le loro stesse carni, arse in giganteschi paioli simili a betoniere. E ancora, che dire del live- feeding, versione edulcorata delle venationes romane, nel quale per il guitto entusiasmo dei turisti, ai famelici felini vengono scaraventate addosso prede ancora vive come polli e bovini?
Rhino farms, pangolini, sangue di cervo, cavallucci di mare, tartarughe-portachiavi e altre simpatiche gaiezze, pur non completando il quadro, rendono viepiù ragione delle immense e brute potenzialità del gigante asiatico.
(continua…)












