Archivi per la categoria ‘Viaggi’

Scimmie chimeriche e umani ibridi

giovedì, 2 febbraio 2012

di Paola Sobbrio

Nei mesi scorsi i mezzi d’informazione ci hanno letteralmente bombardato con un annuncio “fantascientifico”. Sui più importanti giornali del mondo, e ovviamente sul web, si è diffusa la notizia che riguarda la creazione di scimmie chimeriche.

Di chimere si sente parlare da millenni. La mitologia ci ha abituati a pensare alla chimera come a qualcosa di mostruoso o quantomeno anomalo. Si legge nell’Iliade «…Era il mostro di origine divina, leone la testa, il petto capra, e drago la coda; e dalla bocca orrende vampe vomitava di foco: e nondimeno, col favor degli Dei, l’eroe la spense… ». Oggi, però, le storie legate ai miti divini sono state sostituite dalle imprese dell’ingegneria genetica, che permette addirittura di creare nuove entità animali, umane e ibridi uomo- animale. La chimera non è più un mostro ma una normalissima scimmietta creata in laboratorio.
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Uncool Fur

mercoledì, 25 gennaio 2012

Vi proponiamo un articolo molto interessante, sui nuovi equilibri geo-economici dell’industria conciaria, che per alcuni sembrava ormai destinata a morte certa. Purtroppo non è così. Gli sparuti quanto originali provvedimenti presi da alcune città, per esempio West Hollywood in California, che ha vietato la vendita di pellicce, confermano negativamente questo trend. A cambiare sono i luoghi di produzione, e il bacino d’utenti, vertiginosamente in crescita principalmente nei paesi asiatici. Abbiamo scelto il commento di Kati Loeffler, perché nella sua semplicità esprime la vanità di questi traffici, appesi davvero esclusivamente a una stanca idea di bellezza che prova ancora una volta a cingersi di nuovo.

Tutti possiamo immaginare l’assoluta miseria, l’orrore e il dolore che questi animali da pelliccia subiscono in Cina. Anche se esistono regolamenti e controlli, la condizione degli animali da pelliccia negli allevamenti di tutto il mondo non sarà mai accettabile, men che meno in un posto come la Cina.
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Ti vorrei sollevare, la storia del delfino e della balena

venerdì, 13 gennaio 2012

Fonte io9.com

Traduzione di Elena Intra

Lo scrittore scientifico Paul F. Norris ha recentemente scritto per AnimalWise questo toccante articolo sui rapporti sorprendentemente giocosi tra i delfini cosiddetti a naso di bottiglia (tursiopi) e le balene megattere. Il pezzo offre alcune importanti intuizioni sulla sottile natura della comunicazione interspecifica, e può servire a ricordare a tutte le creature come condividere i piaceri semplici della vita.

“Ho sempre trovato che le interazioni amichevoli tra animali di specie diverse siano in qualche modo rassicuranti. Dopo tutto, il mondo non può essere un posto così orribile se due animali, separati da background genetici e imperativi di comportamento differenti, possono trovare un modo per superare il divario biologico e condividere qualcosa di gioioso e positivo.
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New York: in vigore la legge che protegge gli orsi dal bracconaggio

mercoledì, 11 gennaio 2012

Fonte: Empire State News

Albany –  Gli orsi neri americani dello stato di New York hanno una buona ragione per celebrare l’arrivo del 2012: ora verranno tutelati dalle crudeli mani dei bracconieri interassi alla loro cistifellea, grazie a una legge promossa dal membro del Governo di New York Linda B. Rosenthal.

La norma obbliga i cacciatori ad apporre una speciale piastrina identificativa – rilasciata dallo Stato di New York, Dipartimento Tutela e Conservazione Ambientale – su ogni orso catturato, per ridurre il numero degli esemplari uccisi illegalmente e venduti per le loro parti.

 

 

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The Whale

giovedì, 1 dicembre 2011

di Micheal Parfit*

http://www.thewhalemovie.com/

Che cosa possiamo dire a proposito delle balene, che sembrano soffrire la solitudine?

Gli esseri umani intuiscono che gli animali provano emozioni, identificate comunemente come paura, sofferenza, nostalgia e solitudine; tuttavia, per generazioni, gli scienziati ci hanno ripetuto che ogni tentativo di descriverle con i nostri concetti è scientificamente scorretto e inapplicabile. Quando ci imbattiamo in ciò che a prima vista sembra un’emozione, per esempio nei nostri animali domestici o nelle specie selvatiche, ci sentiamo dunque vittime di un sentimentalismo inopportuno.
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Ai fornelli per gli orsi della luna

venerdì, 25 novembre 2011

Un ringraziamento speciale a Massimo e ai nostri favolosi sostenitori toscani, in particolare Serena, Elena, Roberta, Francesco, Nanni e Marco, che nella suggestiva cornice di villa Fossi http://www.villafossi.it/, in località Certaldo, hanno preparato una cena da leccarsi i baffi.

Tra una pignatta e i numerosi commensali affamati – zampe e mani ansiose ai tavoli – i nostri amici si sono infatti  incontrati per la seconda edizione della cena vegana “Salviamo gli orsi della luna”, il cui ricavato è stato generosamente devoluto alla costruzione della Sunshine Bear House, il nuovo rifugio per gli orsi nel nostro santuario in Vietnam.

Massimo – il nostro amato orso Andrew marchiato su un braccio – arte culinaria degna del miglior Apicio, tra una portata e l’altra  ha raccontato agli oltre 50 partecipanti la triste storia di questi maestosi giganti, trattenendo a stento l’emozione.

Nel corso della serata i presenti si sono giocati le proverbiali mutande nella lotteria per gli orsi, con tanti premi e gadget messi in palio da Animals Asia.

Ecco a voi una rassegna fotografica, fra il concio e lo sconcio…

Grazie ragazzi, anche dai nostri orsi che stanno per giungere al santuario!

La solitudine del Panda

mercoledì, 23 novembre 2011

Bear Necessities[*]Fonte: Nature 

di JACEY BEDFORD

Non c’era davvero alternativa: era costretto a far rumore quando camminava. Il problema era causato dalle zampe posteriori. Se ne era accorto giorni fa, immediatamente dopo aver attraversato lo stretto di Bering, diretto con incedere sicuro verso le gelide acque salate. Pad, pad, pad[1] e …clunk[2]. Sì, certo, dovevano essere i fianchi. Troppa fatica e troppo sale nell’acqua. Non era fatto per questo genere di viaggi, lui che amava trascinarsi lentamente fra i boschetti di bamboo, evitando i troppi saliscendi. Li aveva sentiti che parlavano di lui nel laboratorio, prima che fosse rilasciato. Un orso, come lo definivano, Ailuropoda melanoleuca; letteralmente “gatto dalle zampe bianche e nere”, un fossile vivente insomma. Loro dicevano che la specie a lui più vicina era l’orso dagli occhiali del Sud America, il Tremarctos ornatus. Avrebbe controllato con il suo GPS, ancora in funzione dopo così tanto tempo, e riflettuto su questa somiglianza. Dalla Cina al Sud America c’era davvero una lunga strada da percorrere, ma ci sarebbe riuscito se avesse voluto.