Vite da circo

elefante_sulla_sediaNel loro habitat  naturale leoni ed elefanti vivono e si muovono nelle grandi distese africane. Quelli del circo arrivano a passare in gabbia o in zone confinate fino a 23 ore al giorno, viaggiando costantemente in tutte le situazioni atmosferiche e di stress; in libertà gli elefanti sono intelligenti, curiosi, camminano fino a 50 km al giorno per cercare acqua e cibo e hanno una forte struttura sociale; i leoni sono cacciatori che controllano un vasto territorio.

Animali in via d’estinzione, gorilla, scimpanzé, elefanti, vengono catturati da piccoli, uccidendo i genitori, ed importati in deroga alla convenzione di Washington (si veda la legge 7 febbraio 1992, n. 150, modificata con decreto-legge 12 gennaio 1993 n. 2), nei Paesi europei.

I cuccioli vengono addestrati con metodi violenti e brutali. Le loro esibizioni sono il risultato di una violenza continuata che comincia con la cattura traumatizzante e prosegue con la domatura feroce che ne annienta la volontà; l’addestramento alienante, le punizioni spietate che seguono ogni piccolo errore, la detenzione a vita negli angusti carri da trasporto, la destinazione al macello quando la “carriera” termina.

Alcuni, forse i più fortunati, scelgono la morte. 

Il circo con gli animali oggi serve a farci ricordare ciò che un tempo veniva considerato per tradizione un intrattenimento accettabile, quando lo spettacolo pubblico includeva ad esempio l’impiccagione, il combattimento dei galli e la lotta tra i cani e le grandi prede, come l’orso e il toro (i cani venivano aizzati contro orsi e tori legati per le zampe, il collo o le corna). Il circo con animali rappresenta un’era in cui poco o nulla era capito dei bisogni delle altre specie.

Simili brutalità, in Italia, non vengono passivamente accettate e molti sindaci e presidenti di circoscrizioni vietano l’attendamento sui propri territori degli spettacoli viaggianti con animali. Ovunque s’attendi un circo c’é gente pronta a contestare e a manifestare, da Bari a Milano. Oltre alla crescente indignazione della pubblica opinione per il trattamento riservato agli animali nei circhi, bisogna tenere in debita considerazione il decreto-legge n. 2 del 1993 di modifica della legge 7 febbraio 1992, n. 150, in materia di commercio e detenzione di esemplari di fauna e flora in via d’estinzione.

orsoSpesso i circhi, che godono della più totale deregulation, sono i veicoli di un commercio clandestino ed abusivo delle suddette specie. La scelta del circo di Paride Orfei di non fare impiego alcuno di animali nei propri spettacoli attesta, rinnova, ed onora l’antica e primordiale caratteristica storica dell’arte circense, quella dei saltimbanchi, dei prestigiatori, dei contorsionisti, dei mimi e dei pagliacci. Questo è il vero circo, che fu poi distorto con l’introduzione degli animali negli spettacoli, atti a suscitare la facile curiosità del pubblico per quelle specie e razze strane ed esotiche.

Originariamente il circo si basava esclusivamente sulle capacità degli esseri umani. Alcuni dei circhi più apprezzati e famosi al mondo non fanno uso di animali (Cirque du Soleil, Circus Oz, the New Pickle Circus, e Cirque d’Hiver).

Dunque il circo senza gli animali non solo è possibile, ma è necessario per recuperare un rapporto di rispetto tra uomo e natura, tra bambini ed animali. Affinché i “cuccioli” dell’uomo non imparino a sottomettere, da padroni e con la violenza, neanche gli animali.

Iniziative

Riportiamo un’importante iniziativa proposta da Annamaria Manzoni, nostra preziosa sostenitrice in tutte le battaglie contro lo sfruttamento animale.

 Oltre 300 psicologi lombardi scendono in campo contro lo sfruttamento animale e firmano il documento proposto da Annamaria Manzoni

Premesso
che la coesistenza con gli animali, dotati di dignità propria quali esseri viventi, è un’esigenza profonda e autentica della specie umana;
che le relazioni che stabiliamo con loro, lungi dall’essere neutre, sono elementi in grado di incidere sull’emotività e sul pensiero;
che il rapporto con loro è elemento di indiscussa importanza nella crescita, nella formazione, nell’educazione dei bambini;

i sottoscritti psicologi
esprimono motivata preoccupazione rispetto alle conseguenze sul piano pedagogico, formativo, psicologico della frequentazione dei bambini di zoo, circhi e sagre in cui vengono impiegati animali.
Queste realtà, infatti, comportano che gli animali siano privati della libertà, mantenuti in contesti innaturali e in condizioni non rispettose dei loro bisogni, costretti a comportamenti contrari alle loro caratteristiche di specie.
Tali contesti, lungi dal permettere ed incentivare la conoscenza per la realtà animale, sono veicolo di una educazione al non rispetto per gli esseri viventi, inducono al disconoscimento dei messaggi di sofferenza, ostacolano lo sviluppo dell’empatia, che è fondamentale momento di formazione e di crescita, in quanto sollecitano una risposta incongrua, divertita e allegra, alla pena, al disagio, all’ingiustizia.

I sottoscritti psicologi
attenti a promuovere il benessere psicologico dell’individuo, del gruppo, della comunità, auspicano e sostengono un radicale cambiamento di costume che vada in direzione della chiusura degli zoo e del divieto dell’impiego di animali nei circhi e nelle sagre.

Promotrice: Annamaria Manzoni;
firmatari: Fulvio Scaparro, Marina Valcarenghi, Guglielmo Gulotta, Dario Varin e altri 315 psicologi.

Note:

Gli psicologi che vogliono sottoscrivere il documento possono inviare una mail con il proprio nome, cognome e regione di appartenenza scrivendo “aderisco al documento” all’indirizzo annia.manzoni@fastwebnet.it  

In Francia ed Inghilterra, ad esempio, il circo senza animali è una realtà, ma anche nel nostro Paese si incominciano a muovere i primi passi, come nel caso del Circo di Paride Orfei.

Tra i circhi che non hanno mai usato animali il più grande e famoso di tutti è il Canadese Cirque du Soleil. Attualmente è formato da quattro troupe itineranti nel mondo e da almeno 10 anni non riceve contributi pubblici, arrivando ad incassare da solo otto volte quanto tutti i circhi italiani nel loro complesso.

Clown, maghi, acrobati e trapezisti torneranno alla ribalta, per un circo più etico e più poetico.

Lascia un Commento