The Bear Tamer

151016112706-07-cnnphotos-bear-dance-restricted-super-169Si perde il vizio ma non il pelo

Ai più, la presenza di questi orsi tersicorei agghindati con mantelli purpurei che si dimenano per le strade innevate nel cuore della notte, potrebbe sembrare inquietante.

Ma per chi abita nella regione della Moldavia,in Romania, l’arrivo degli orsi – che in verità sono figuranti camuffati – dà invece inizio alla bisboccia. L’evento normalmente si tiene fra Natale e Capodanno, una tradizione delle comunità rurali di Trotus Valley che fino a qualche tempo nessuno conosceva. 

151016112653-06-cnnphotos-bear-dance-restricted-super-169

Recentemente, la fotografa Diana Zeyneb Alhindawi ha immortalato questa misteriosa cerimonia mostrandola al mondo intero.
Gli scatti dell’artista per metà romena, indugiano su uomini e donne in costume da orso mentre sfilano per le strade e attorno al villaggio di Moinesti, solfeggiando “Bear Tamer” accompagnati dalla banda musicale.

Istantanee innocenti, che ritraggono scene dionisiache tra fumi, flutti e baci appassionati di un’antica cerimonia approntata con l’auspicio di scacciare gli spiriti maligni. 

La sua origine si perde nella storia della popolazione Rom, anticamente discendente dall’India meridionale e ora attestata soprattutto in Europa: il rituale rievoca l’arrivo dalla foresta di questi gitani, che si portavano dietro orsi in carne e ossa.

151016112631-04-cnnphotos-bear-dance-restricted-super-169Gli abitanti della città pagavano i Rom per giocare e tenere in groppa un cucciolo di orso, considerato una panacea per il mal di schiena. Gli orsi più adulti, invece, erano costretti a “danzare” su una piattaforma di metallo rovente.

Ora le cose sono cambiate; un po’ cambiate. Non è dato sapere quando da questo abietto sollazzo apotropaico si sia passati all’allegra pantomima. È certo però che se dell’orso non c’è più il vizio, di certo è rimasto il pelo: i costumi sono infatti di pelle vera.

Secondo la nostra fotografa, il bear dancing era un tempo molto comune fra le popolazioni Rom – ma poi sfortuna volle che la moratoria sulla caccia all’orso facesse salire vertiginosamente il costo delle pellicce fino a 2.000 euro. Molti romeni dovettero vendersi la pelliccia, e ora non possono permettersene un’altra.

151016112610-02-cnnphotos-bear-dance-restricted-super-169La spaventosa crisi economica seguita al collasso del Comunismo ha fatto dimenticare presto i giorni in cui calche burbanzose di orsi travestiti venivano accolti nelle case con gioia, cibo, vino e soldi. 

Ora solo pochi gruppi organizzano incontri programmati nelle case dei più abbienti o nei ristoranti, dove riescono a ottenere mance che arrivano a 100 dollari.

Qualcuno ha provato a esportare questa tradizione in città più grandi e ricche come Bucarest, ma qui le influenze occidentali non rappresentano un terreno fertile per questa pittoresca sagra. C’è il rischio, dice Diana, che muioia un pezzo di questa cultura unica. 

A noi in realtà non sembra affatto una grande perdita, considerando che la caccia e la vendita di pellicce ottenute dall’uccisione di specie protette è clamorosamente illegale.

Un costume sintetico guasterebbe per caso la coreografia?

Lascia un Commento