Ma gli animali sorridono?

Fonte: Yahoo! Green, articolo di Sarah B. e Trystan L. Bass

È probabile che Pavlov non avrebbe esitato a giudicare l’espressione felice sul volto del vostro cane alla stregua di un riflesso condizionato; eppure, la scienza sembra ora confermare ciò che in fondo abbiamo sempre sospettato.

Secondo Nicholas H. Dodman, docente di Farmacologia comportamentale presso la Scuola Veterinaria della Tufts University, gli scienziati hanno  spesso sottostimato la gamma di emozioni che gli animali sono in grado di manifestare. Dodman considera l’esistenza di emozioni negli animali come un fatto ormai largamente riconosciuto dalla comunità scientifica mondiale: i mammiferi sperimentano emozioni primarie come la paura, la tristezza, la rabbia e la felicità, e qualche emozione secondaria come la gelosia e l’imbarazzo – e sono in grado di comunicarle.

 

Il professore sostiene che i cani hanno il senso dello humor e ridono emettendo un verso simile a uno sbuffo; uno studio prova persino che le registrazioni di queste “risate” di fatto riescono a rilassare i cani nei rifugi. Per quanto riguarda il sorriso dei cani, con riferimento alla galleria di immagini qui riportata, Dodman sottolinea che “le labbra sono ritratte orizzontalmente per quel che viene chiamato sorriso di sottomissione – un segnale che il cane non è minaccioso. È un’espressione che placa possibili aggressori, molto simile al sorriso umano”. Gli scimpanzé mostrano ciò che è chiamato un viso giocoso – una sorta d’invito a spassarsela. I gatti hanno per natura il muso incurvato e dunque, sempre secondo Dodman, è difficile parlare propriamente di un sorriso per l’esemplare ritratto nella nostra slide show; anche se i gatti hanno una marcata capacità emotiva che può essere persino appresa e sviluppata. Fra i tanti altri animali, Dodman ha una predilezione per i ratti – con i quali divide la sua casa – i quali sono “molto affettuosi e intelligenti”. Il professore aggiunge che forse gli animali potrebbe non comprendere esattamente le ragioni del nostro malumore, magari alla fine di una lunga giornata di lavoro, eppure percepiscono questo disagio e con empatia se ne stanno accucciati e pronto ad ascoltarci.

Bekoff suggerisce inoltre l’esistenza di una ragione biologica ed evolutiva, per la quale gli animali sperimentano una vasta gamma di emozioni e sono capaci di manifestarle, così come accade agli uomini. In un recente studio della University of Washington sui topi, il riso e la gioia, gli autori riferiscono che i topi giovani emettono particolari vocalizzazioni quando vengono solleticati. Gli scienziati ammettono che il riso in questi animali serve a creare un legame affettivo e “potrebbe vantare una parentela evolutiva con la gioiosità dell’infanzia umana, dove la risata comunemente accompagna il gioco dei ruoli”. Bekoff sottolinea che le emozioni degli animali potrebbero non essere esattamente analoghe alle nostre; neppure le emozioni umane sono sempre uguali: “il modo in cui per esempio i fratelli fanno esperienza della morte di un parente potrebbe non essere lo stesso, eppure entrambi sperimentano il dolore della perdita”.

Bekoff ritiene che la nostra accresciuta considerazione per gli animali come essere senzienti, avvalorata dalla ricerca scientifica, ha bisogno della guida di un sistema normativo e giuridico che permetta di tutelarli in maniera più efficace nei laboratori, nei macelli e nei luoghi dove vengono sfruttati per il pubblico intrattenimento. Per esempio, uno studio sui disturbi dell’umore negli scimpanzé conclude che: “gli scimpanzé mostrano comportamenti stereotipati simili a quelli esibiti dagli umani con PTSD (disturbo post traumatico da stress) e depressione”, evidenziando l’importanza di una considerazione morale verso i primati utilizzati nella sperimentazione e in altri programmi che prevedono la reclusione. Come si evince da questo studio, la comprensione delle emozioni animali influenza anche la vita degli esseri umani, rendendo più chiaro il nostro posto nel mondo come mammiferi, mammiferi unici certo, ma pur sempre mammiferi.

I vostri animali sorridono?­­­­

2 Commenti a “Ma gli animali sorridono?”

  1. barbara scrive:

    salviamo gli animali da qualsiasi tipo di maltrattamento

  2. marinella meroni scrive:

    Mi è piaciuto molto il Vs articolo, fonti assolutamente attendibili . Bekoff è uno studioso attento sensibile e meraviglioso- Vi giro il mio articolo pubblicato su ” Il Giornale” 28.11.2009—Anche gli animali ridono
    Che ridere facesse bene lo avevamo intuito da tempo: lo sapevano i giullari di corte, incaricati di divertire il re, unici autorizzati a beffeggiarlo pur di strappare un sorriso. La risata è l’espressione per eccellenza della gioia e della felicità. Lo dice pure un vecchio proverbio: ridere fa buon sangue. Oggi la conferma ci arriva anche dalla scienza: ridere fa bene al cuore. Secondo una ricerca presentata all’American College of Cardiology , l’appuntamento più importante per i cardiologi di tutto il mondo, la risata è un vero e proprio farmaco: stimola la produzione di ormoni come adrenalina e dopamina, che a loro volta liberano endorfine ed encefaline, in grado di migliorare l’efficienza del sistema immunitario, inoltre pare che le persone allegre vivano più a lungo. Il dono dell’ilarità non è stato concesso solo all’uomo, come si credeva fino a poco tempo fa, anche gli animali ridono. I ricercatori hanno dimostrato che tutte le scimmie ridono, come e quanto i bambini, cioè tantissimo. Una ricerca pubblicata dal dr. J.A.van Hooff, dimostra che il macaco ride ed anche di gusto, come ? a bocca aperta verticalmente, labbra rilassate, emettendo suoni ritmici. La risata rimase un’esclusiva dei primati fino alla Conferenza mondiale sulle scienze della coscienza del 1998, a Tucson (Arizona). Poi il prof. Jaak Panksepp dell’università dell’Ohio, osservando le nidiate di ratti del laboratorio, notò che quando i piccoli si mordicchiano o si sfiorano, ovvero ”in presenza di stimolazioni corporee prive di componenti aggressive”, emettono un “chirping”, una sorta di fischi ultrasonici. Dopo vani tentativi di far ridere i topini facendogli ascoltare i “chirping” registrati, il prof. Panksepp ha messo a punto una procedura di cui la scienza e forse i ratti gli saranno eternamente grati: la “stimolazione manuale rapida” ((precisiamo trattasi di normale solletico, applicato non sotto le ascelle o sotto le zampe, ma dietro le orecchie) praticata con risultati positivi su 170 soggetti. I cani ridono? Altroché, cambiano persino l’espressione del muso, il sorriso lo esprimono sia con gli occhi che con la bocca, è un esplicito e sincero messaggio di amicizia e di desiderio di comunicazione. Inoltre secondo la rivista scientifica Focus: “l’ansimare del cane durante il gioco non è per la stanchezza o il respirare affannoso, ma semplicemente ridono”. I gatti, noti per la loro signorilità, non ridono sguaiatamente, molti di loro mentre giocano e sono al massimo dell’eccitazione fanno un miagolio particolare ,stanno gioendo! Inoltre sorridono quando pensano e soprattutto quando dormono, la loro espressione è inconfondibile, con quelle faccette sornione e beate. Da poco a Milano è stata inaugurata una mostra di arte contemporanea “ Il sorriso del gatto “ presso la Galleria Silvano Lodi & Due. Molti pappagalli riescono a riprodurre suoni : dal canto degli uccelli, al linguaggio umano, fischiettano melodie, chiamano per nome le persone e ridono. Da un attento studio risulta che associano parole e suoni agli avvenimenti e alle persone nello stesso modo di un bambino di due anni. E che dire della iena “ridens”, questo mammifero, produce una risata così particolare, soprattutto durante la stagione degli amori, che quando qualcuno ride sguaiatamente si usa dire: “ ride come una iena”. Insomma ce lo dicono i medici, ce lo insegnano gli animali..ridere fa bene, costa nulla. ed un sorriso accarezza l’anima di chi lo riceve
    Marinella Meroni

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