Archivio di giugno 2013

Il paradosso di Hempel.

giovedì, 27 giugno 2013

BATRACOMIOMACHIA.

Le foto dei bagnanti cinesi che posano accanto a un delfino ormai prossimo alla morte hanno fatto il giro dei social network mondiali, provocando non poche e aspre polemiche sulla condizione in cui versano gli animali in questo sconfinato paese. Non che l’argomento, ancora una volta, sia in grado d’irretire l’umano bisogno di novità, se mai ce ne fosse stato l’irrefrenabile bisogno.

Parafrasando la citazione dell’abate Terrason, riportata da Kant nella prefazione alla prima edizione della Critica della Ragion Pura, di molte cose si potrebbe dire che sarebbero molto più brevi, se non fossero così brevi. In una sorta di euristica della rappresentatività, la mente umana coglie per sineddoche la miseria di un popolo tutto alla semplice vista di alcuni suoi membri. La storiella in questione, a dire il vero, assomiglia molto da vicino al famoso paradosso dei corvi neri di Hempel.
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Sequestrate 213 zampe d’orso

martedì, 18 giugno 2013

Cresce in Cina il mercato clandestino di parti d’orso.

Gli ufficiali della dogana di Manzhouli, una città situata nella Mongolia Interna – appartenente alla Regione Autonoma nella Repubblica Popolare Cinese – hanno scoperto un carico di ben 213 zampe d’orso nascoste in un veicolo guidato da due uomini di nazionalità russa.

Si tratta del più grande sequestro di zampe d’orso mai effettuato dagli agenti della dogana cinese.

I trafficanti sono stati bloccati dalla polizia alle porte della città. Nel corso del fermo, i criminali hanno lasciato trasparire la propria agitazione e così gli agenti hanno fatto perquisire l’auto prima che varcasse il confine cinese.

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Pavlov’s dog

mercoledì, 5 giugno 2013

Antropomorfizzare gli animali è importante.

La credenza nell’immortalità umana è il più scandalosamente piatto e ridicolo prodotto della concezione antropomorfica. Se credi, se sai, se vedi, che una formica, un gatto, un cane, quando morti sono distrutti per sempre, quale enorme sciocchezza credere che avvenga diversamente per l’uomo. Giuseppe Rensi, Cicute, 1931.

Musi o muse? Per migliaia di anni abbiamo proiettato attributi, personalità e inclinazioni umane sugli animali. In verità, senza troppo indugiare in coloro che sovente fanno alle bestie l’atroce torto di paragonarle a se medesimi, non c’è molto di cui sorprendersi.
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