Archivio di novembre 2011

Ai fornelli per gli orsi della luna

venerdì, 25 novembre 2011

Un ringraziamento speciale a Massimo e ai nostri favolosi sostenitori toscani, in particolare Serena, Elena, Roberta, Francesco, Nanni e Marco, che nella suggestiva cornice di villa Fossi http://www.villafossi.it/, in località Certaldo, hanno preparato una cena da leccarsi i baffi.

Tra una pignatta e i numerosi commensali affamati – zampe e mani ansiose ai tavoli – i nostri amici si sono infatti  incontrati per la seconda edizione della cena vegana “Salviamo gli orsi della luna”, il cui ricavato è stato generosamente devoluto alla costruzione della Sunshine Bear House, il nuovo rifugio per gli orsi nel nostro santuario in Vietnam.

Massimo – il nostro amato orso Andrew marchiato su un braccio – arte culinaria degna del miglior Apicio, tra una portata e l’altra  ha raccontato agli oltre 50 partecipanti la triste storia di questi maestosi giganti, trattenendo a stento l’emozione.

Nel corso della serata i presenti si sono giocati le proverbiali mutande nella lotteria per gli orsi, con tanti premi e gadget messi in palio da Animals Asia.

Ecco a voi una rassegna fotografica, fra il concio e lo sconcio…

Grazie ragazzi, anche dai nostri orsi che stanno per giungere al santuario!

Allevatore sbranato dal suo ippopotamo

mercoledì, 16 novembre 2011

Una risposta anche per chi crede che si possano addomesticare gli orsi…

Fonte: Dailymail

Si potrebbe dire che gli esseri umani non ne hanno mai abbastanza degli animali. Mentre in questi giorni è stato dichiarato ufficialmente estinto il rinoceronte nero dell’Africa Occidentale, e purtroppo non sembra si tratti dell’unica specie di questo splendido mammifero definitivamente scomparsa, altrove le teorie sulla conservazione assumono bizzarre connotazioni.

Un allevatore sudafricano è stato ucciso dall’ippopotamo che aveva cresciuto e che – absit injuria verbis – considerava come un figlio.  L’ippopotamo Humphrey ha ucciso il suo amico umano Marius Els, in un brutale e repentino attacco. Il corpo dell’uomo, orribilmente mutilato, è stato recuperato nel fiume che attraversa l’allevamento.

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Pietà dai mangiatori di cani del mondo

venerdì, 11 novembre 2011

Fonte: The Wall Street Journal

Tra Cina e Thailandia, accumulare profitti sulla pelle degli animali – per i quali si continuano a spendere nobili parole ispirate a un sentimento di empatia -, non sembra più così facile: l’antica tradizione di mangiare cani, diffusa in molte parti dell’Asia, cede finalmente il posto allo spirito di cambiamento delle nuove generazioni.  In Cina, oltre 200 attivisti per i diritti animali hanno recentemente intercettato un camion che conteneva quasi 1.000 cani, che sono stati rilasciati dietro il pagamento di 80.000 yuan. Animals Asia ha richiamato l’attenzione dell’opinione pubblica sulle terribili condizioni in cui versavano questi animali, denutriti, malati e piuttosto malconci. L’eco di questa operazione si è fatta sentire anche in Thailandia, dove un nutrito gruppo di persone prova a ostacolare con ogni mezzo il commercio illegale di cani destinati al vicino Vietnam.

In questo paese, la carne di cane è purtroppo ancora molto richiesta; arrosto oppure in umido, la thit cho viene servita per esempio ad Hanoi, accompagnata spesso con bevande e alcolici di chiara provenienza occidentale.

Tale pratica rappresenta una succulenta opportunità anche per i dognappers (cacciatori di cani) nell’arida regione thailandese di Isan. Qui gli abitanti non mangiano generalmente carne di cane: la cultura buddista disapprova l’uccisione dei cani randagi e per questa ragione le strade ne sono piene. I dognappers – nonostante in Thailandia sia proibito per legge comprare e vendere cani e gatti – hanno trovato una redditizia opportunità contrabbandando questi animali in Vietnam. Un cane può valere anche 1.000 baht, circa 30 dollari – praticamente il doppio rispetto alla somma che veniva pagata appena due anni fa.
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Fuori gli animali dai palii

martedì, 8 novembre 2011

Cari amici,

vi segnaliamo l’importante iniziativa dell’associazione Italian Horse Protection, che ha recentemente lanciato una campagna per chiedere il divieto di utilizzo degli animali nei palii e nelle feste tradizionali.

E’ già in corso una petizione – che noi di Animals Asia abbiamo idealmente abbracciato – sostenuta anche da molte associazioni straniere: uno degli obiettivi è concentrare l’attenzione anche dell’opinione pubblica estera su questo fenomeno tipicamente italiano.

La raccolta delle firme si concluderà ad aprile 2012, poco prima dell’inizio della maggior parte dei palii. Per quella data verranno inoltre studiate altre forme di sensibilizzazione e di pressione sugli organi politici italiani.

La petizione è presente sul sito www.nopalio.it, dove è possibile firmare online.

Le associazioni italiane che hanno a cuore il benessere degli equini e vogliono affiancare Italian Horse Protection in questa battaglia, possono inviare un’e-mail all’indirizzo ihp@horseprotection.it

Un aspetto di cui molti non sono a conoscenza, è che sembrerebbe (condizionale d’obbligo, dato che a noi tutti pare proprio una balzana pretesa) vietato pubblicare, per scopi non privati – e dunque fra questi figurerebbe anche il diritto di cronaca? – qualsiasi immagine del Palio più famoso d’Italia, quello di Siena, dei cavalli utilizzati, delle contrade e dei costumi senza il preventivo assenso del Consorzio Tutela Palio di Siena.

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Ucraina nel pallone

giovedì, 3 novembre 2011

Aspettando EURO 2012, cani e gatti bruciati vivi per ripulire le strade

Ogni civiltà ha il suo arsenale di sciocchezze, spesso di comprovata miseria. E a molti piace ostentarle in occasione d’importanti ricorrenze, per il malcelato timore che passino inosservate o magari scompaiano – risparmiando così una buona dose di stupidità al patrimonio genetico collettivo.

In Ucraina le autorità hanno pensato bene di ordinare l’uccisione dei randagi per preparare al meglio gli europei di calcio dell’anno prossimo. Nel paese dei Schevchenko – Andriy e Taras – si sono persino dotati di forni crematori perché dei derelitti non rimanga traccia; bocconi avvelenati in ogni strada delle più importanti città del paese, da Kiev a Lysychansk; balordi cecchini sempre molto zelanti quando si tratta di rispolverare l’antica brutalità sopita e killing station in stile gulag, nelle quali gli animali vengono rinchiusi e lasciati morire di fame e di sete.

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L’emendamento Brambilla. Davvero si tratta di una svolta?

martedì, 1 novembre 2011

di Paola Sobbrio

Emendamento contro la vivisezione

20 ottobre 2011

“La giornata di oggi rappresenta un passaggio fondamentale ed una grande conquista per l’affermazione di una nuova coscienza di tutela e rispetto degli animali e dei loro diritti (…). È stato approvato in commissione Affari Sociali  il nostro emendamento alla legge comunitaria 2011, di recepimento della direttiva del 2010, che ci permette di voltar pagina con la sperimentazione animale dopo decenni di orrori.  Abbiamo quindi corretto i grandi errori della direttiva europea 63/2010 e abbiamo introdotto in maniera importante e definitiva il principio per cui l’utilizzo degli animali, in quanto esseri senzienti e portatori di diritti, deve essere abbandonato in favore dello sviluppo di metodi alternativi in vitro. Questo principio, solo in parte accolto dalla direttiva europea, diventa centrale nella nostra impostazione. Il testo approvato dalla commissione- spiega l’ on. Michela Vittoria Brambilla- prevede infatti misure adeguate per la concreta attuazione del loro e la destinazione di congrui finanziamenti allo scopo. Inoltre, in attesa che siano perfezionati metodi alternativi e completamente sostitutivi della sperimentazione su animali, sarà possibile effettuare test su cani, gatti e primati solo previa autorizzazione del Ministero della Salute e del Consiglio Superiore di sanità. Inoltre, gli animali non potranno essere più utilizzati per esercitazioni didattiche (eccetto l’alta formazione di medici e veterinari) e per esperimenti bellici.”

Queste le parole dell’on. Michela Brambilla, alle quali non difetta senz’altro un certo irriverente ottimismo. Qualcuno ha persino commentato che in Italia, grazie a questo emendamento, la vivisezione è stata finalmente abolita! Eppure, qualcosa non torna. Sarà sul serio tutto così semplice?

Abbiamo ascoltato il parere della nostra Paola Sobbrio, che ha “vivisezionato” l’emendamento presentato alla Commissione Affari Sociali della Camera (tutta gente molto preparata in materia lì dentro e davvero senza pregiudizi, un nome su tutti quello di Poala Binetti). Beh,ci siamo fatti un’idea un po’ diversa …
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