Archivio di settembre 2010

Effetto Barnum

venerdì, 24 settembre 2010

di Antonello Palla

cartoon-mason-slidellSi sa che le parole pesano, in un paese in cui a fare il mestiere più antico del mondo si diventa persino discepoli di Aristotele. A volte verrebbe da lamentarsi; ci accorgiamo che è proprio scomparso il gusto per l’agnizione. Magari all’improvviso viene fuori uno che non ti aspetti e che racconta cose che non pensavi, boh, che ne so? Bud Spencer è vegetariano. E invece no, Iva Zanicchi che molto candidamente ha confessato di non sapere per quale legge si stesse votando. “Immaginazione regina di ogni facoltà”, sosteneva Baudelaire.

Altro che prendiquestamanozingara.

In queste situazioni, poi, molta stampa sembra fatta con la carta sbagliata e meriterebbe forse d’incontrare i bisogni della gente in modi affatto diversi.

Esperimenti sugli animali: i commenti dopo il “sì” europeo. Così titolava un noto settimanale qualche giorno dopo l’approvazione della nuova Direttiva europea sulla protezione degli animali a fini scientifici. Vien da chiedersi se noi siamo qui solamente per asciugare gli scogli. Di questi tempi c’è talmente tanta crisi che la gente fatica persino a cambiare idea; meglio allora che sia la stessa, che ce la dicano e che la scienza vigili.
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Anche Marisa Laurito contro la vivisezione

giovedì, 23 settembre 2010

Animals Asia Foundation combatte l’uso degli animali nella sperimentazione, da un punto di vista scientifico ed etico, promuovendo metodi alternativi basati su tecniche che non prevedono l’utilizzo di animali.

A questo proposito, pubblichiamo l’appello lanciato da Marisa Laurito in un video realizzato dalle associazioni Enpa e La vita degli altri sul portale Il Respiro (www.ilrespiro.eu).

La nuova Direttiva europea, approvata lo scorso 8 settembre, prevede che possano essere permesse sperimentazioni che causano gravi e prolungati livelli di sofferenza; l’utilizzo reiterato degli animali, anche per finalità didattiche; la sperimentazione sui primati non umani, per qualsiasi scopo e non solo in caso di preservazione della specie o comparsa di affezioni invalidanti o potenzialmente letali; la libertà da parte del ricercatore di chiedere l’autorizzazione alla procedura, in base ad un’autovalutazione del livello di sofferenza.

Inoltre, non è stato proposto alcun incentivo per fermare la cattura dei primati e delle scimmie antrpomorfe allo stato selvatico e, fatto ancora più grave, non è stata data nessuna indicazione che concretamente prefiguri una futura ricerca senza animali.

“La vivisezione è inutile, impone sofferenze atroci agli animali quando sappiamo che la vera sperimentazione si effettua sull’uomo, su di noi: i destinatari finali,” dice Marisa Laurito in compagnia del suo cane Giovanni.

Direttiva sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici: Italia batte Europa 1 a 0

martedì, 21 settembre 2010

di Paola Sobbrio

vivisezione24L’8 settembre il Parlamento Europeo ha approvato il testo di revisione della Direttiva 86/609 CEE[1].

Da più parti si era sottolineata la necessità di modificare questa direttiva, sia per i progressi compiuti nel campo delle metodiche alternative all’uso degli animali nella sperimentazione, sia in seguito ai progressi in campo etologico, sia perché l’utilizzo dei primati non umani e delle scimmie antropomorfe per la sperimentazione appare eticamente controverso. Infine, ma cosa non meno importante, anche nel mondo dei ricercatori va sempre più diffondendosi la consapevolezza che la sperimentazione sugli animali abbia ritardato il progresso delle scoperte scientifiche.

Tuttavia, nonostante queste fossero le premesse da cui partire per modificare la direttiva suindicata, nessuna di queste è stata tenuta in considerazione e anzi possiamo affermare che in Italia, ad oggi, salvo qualche piccolo punto, abbiamo una legislazione (D.Lgs 116/92) molto più restrittiva rispetto alla direttiva approvata l’8 settembre. Come leggiamo sul sito Europa, “La direttiva è caratterizzata dalla flessibilità di utilizzo: essa introduce un obbligo in termini di risultato finale, ma lascia agli Stati un ampio margine di manovra quanto ai mezzi da utilizzare per ottenerlo”. Non dobbiamo dimenticare che questa direttiva va letta insieme alla direttiva REACH per ciò che riguarda l’utilizzo di animali nei test di tossicità dei prodotti chimici. Si stima che verranno usati 90.000 animali vertebrati all’anno per immettere nuove sostanze chimiche nell’ambiente (68.000)[2]. La Commissione Europea calcola che in 10 anni potrebbero essere impiegati dagli 8 ai 13 milioni di animali[2]. Se poi vogliamo aggiungere quelli usati nella sperimentazione animale, considerato che ogni anno vengono utilizzati circa 12 milioni di animali[3], è meglio interrompere i conti.
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Lettera a un allevatore di orsi

lunedì, 20 settembre 2010

di Jill Robinson

sBB_Oliver_Shandong_19Ap2010Caro allevatore,

mentre eravamo impegnati a Shandong nel salvataggio dei tuoi orsi, ti ho sentito dire a qualcuno del nostro staff cinese che ti sentivi triste nel vedere gli orsi a terra durante le visite mediche. Ora, con gli orsi liberi dalle gabbie, potevi davvero renderti conto delle loro ferite. Posso immaginare che cosa ti è passato per la mente quando hai visto Oliver e i suoi ridicoli fianchi deformi, quando finalmente hai compreso che trent’anni in una gabbia l’hanno trasformato in un grottesco orso “nano”.

Posso anche immaginare quello che hai provato osservando le ferite aperte e sanguinanti nell’addome di molti orsi che giacevano addormentati sul telone impermeabile, mentre il nostro team effettuava i controlli medici necessari per determinare le loro condizioni di salute. Le rotte e disperate forme di questi orsi ti hanno portato a provare uno strano senso di colpa.

Ti sei ricordato che solo poche ore prima del nostro arrivo avevi strappato i metal jacket dai loro corpi e persino cercato di estrarre i cateteri in lattice dalle loro cistifellee, dopo esserti servito di questi strumenti per mungere la loro bile negli ultimi dieci lunghi anni. Uno di questi orsi l’abbiamo chiamato Kylie.

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Misticanze metafisiche

venerdì, 10 settembre 2010

Sul circo, gli animali e la fede

ANIMALE-UOMORecentemente sul sito www.circo.it è comparsa un’intervista all’On. Rocco Buttiglione (http://www.circo.it/?p=1066), che si preoccupava di far luce su alcune anomalie e pericolose derive della cultura moderna, troppo attenta, a suo dire, ai diritti degli animali.

L’intervento, che per una volta promette di unire circensi e cistercensi, incoraggiato anche dalla pubblicazione del manifesto sulla coscienza animale, è ricco davvero di spregevoli spunti e s’intitola L’animalismo e la caduta dei diritti dell’uomo.

“Io amo molto gli animali – dice Buttiglione – ho anche avuto diversi cani in famiglia. Il problema è un altro. Attenti a non dimenticare che tra l’animale e l’uomo esiste un salto qualitativo”.

Attoniti, atterriti e anche un po’ sgomenti, noi ci guardiamo tremanti.

A dirla così, non è che ci sia poi tanto di cui scandalizzarsi. Affermazioni del tipo “uccidere è crudele”, “rubare è sbagliato”, “morire di fame è ingiusto”, “colorare la macchina del tuo vicino di fucsia non si fa”, destano l’adesione di tutti coloro, o quasi, che ascoltano. La prossima volta che vi lustrate allo specchio, ripetete a voi stessi che non siete bestie, perché, ovviamente (?), gli uomini non sono animali.
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