Una nuova speranza per il panda gigante

Riserva Naturale di Wolong.

Tao Tao – un panda maschio di circa 2 anni – vive nella Riserva Naturale di Walong con la madre Cao Cao, in un isolato che ricorda in parte lo scenario del regno degli elfi nel Signore degli Anelli, e dove ben pochi visitatori umani hanno messo piede negli ultimi 4 anni.

Nato in cattività il 3 agosto 2010, il giovane plantigrado è stato addestrato alle tecniche di sopravvivenza con l’aiuto degli studiosi del Centro di Ricerca e Conservazione del Panda Gigante della Cina, praticamente dal giorno della sua nascita. L’intento è quello di liberarlo nelle terre selvagge del Ya’an, provincia di Sichuan, entro la fine di ottobre.


I panda, come saprete, sono una specie in via di estinzione. Secondo Huang Yan, vicecapo ingegnere del centro, gli individui di questa specie allevati in cattività raggiungono a malapena i 328 esemplari, mentre sono solo 1.600 quelli ancora allo stato brado. I panda selvatici sono sparsi tra le province di Sichuan, quelle di Gansu e Shaanxi. Nel corso degli ultimi 10 anni, l’attività umana – principalmente per effetto della costruzione di strade e binari per l’alta velocità – ha devastato il loro habitat, costringendoli a sparpagliarsi in più di 30 piccoli gruppi.

“Per proteggere l’ambiente in cui vivono non abbiamo altra scelta che liberarli in natura”, ha affermato Huang. “Fornendo loro un addestramento alla sopravvivenza, speriamo di introdurre questi animali in alcuni piccoli insiemi, contribuendo ad aumentare la popolazione selvatica e salvaguardando così la loro diversità genetica.”

Poco dopo la nascita di Tao Tao, i ricercatori hanno inserito il cucciolo e la madre in un’area semi-naturale che copre 2.400 metri quadrati, a un’altezza di 1.820 metri sul livello del mare. Insolitamente, a Cao Cao è stata concessa la piena responsabilità per il cucciolo. Si tratta di un cambiamento profondo rispetto alla prassi abituale seguita nei centri come il Bifengxia Panda Base a Ya’an, dove sono i guardiani a prendersi cura dei cuccioli e a nutrirli con il latte artificiale.

Durante il processo di formazione la madre svolge il ruolo più importante, trasmettendo ai cuccioli le abilità necessarie alla sopravvivenza, per esempio il modo migliore per trovare l’acqua o arrampicarsi sugli alberi. I ricercatori giocano una parte di secondo piano nel progetto, che prevede l’inserimento dei panda in un ambiente simile al loro habitat naturale boschivo, anche fornendo alla madre cibo quando il bambù scarseggia e monitorando il comportamento e le attività dei piccoli.

Oltre a Tao Tao, tre altri cuccioli di panda stanno ricevendo lo stesso tipo di addestramento.

“Di solito addestravamo noi i cuccioli di panda, basandoci sulle nostre ricerche e l’immaginazione: in definitiva, un sacco di tempo e tantissime energie profuse con minimi risultati”, ha raccontato il direttore del Centro Zhang Hemin. “Ora ci affidiamo alle mamme-panda per l’educazione. Sono delle maestre decisamente migliori degli esseri umani perché hanno una conoscenza innata sul modo di vivere in natura”.

A differenza di altre riserve naturali - in cui i cuccioli sviluppano stretti rapporti con i loro custodi – a Wolong i ricercatori si mantengono praticamente invisibili, per minimizzare l’impatto degli esseri umani su di loro. Le guardie e i veterinari utilizzano soffici costumi bianco-nero quando devono visitare i panda. Come risultato, Tao Tao ha imparato a essere costantemente vigile e quando sente il rumore di passi sulle foglie di bambù si nasconde subito arrampicandosi sull’albero più vicino.

Il 20 febbraio scorso i ricercatori hanno spostato Tao Tao e sua madre in una zona più grande e in alto sulla montagna. L’area copre 40.000 mq e si trova a 2.000/2.100 metri sul livello del mare. Più di 10 panda selvatici vivono nella periferia intorno alla zona di addestramento, la quale abbonda di piante di bambù e riproduce pertanto, quasi esattamente, l’habitat naturale di questi animali.

Per evitare che madre e figlio escano, l’area è circondata da una recinzione alta 2,5 metri. Per tenere sempre sotto controllo gli esemplari, gli scienziati hanno anche installato 55 telecamere, sia lungo la recinzione che all’interno dell’area. Utilizzano inoltre dei binocoli per effettuare osservazioni a distanza. I panda sono per natura solitari e poco attivi e il più delle volte Tao Tao riposa tra gli alberi, tornando da sua madre solo quando ha fame.

Dato che le telecamere non sempre funzionano in modo efficace, e riescono a malapena a rilevare gli animali quando le foglie spesse gettano le loro ombre sul terreno, i ricercatori hanno dotato Cao Cao di un collare GPS. Questo consente loro di individuare la sua posizione e la sfera di attività. Il collare riceve i segnali satellitari che registrano la longitudine e l’altitudine in cui si trova il panda in qualsiasi momento, permettendo di scaricare i dati da una distanza di circa 500 metri, anche se a volte il fitto fogliame costringe gli esseri umani ad avvicinarsi notevolmente (fin quasi a 100 metri).

Gli scienziati hanno ora intenzione di creare un modello a forma di leopardo, coprire il suo corpo con escrementi e urina raccolti dallo zoo e registrare i ruggiti del felino. Il finto animale verrà messo dentro l’area e un ricercatore si nasconderà all’interno di una torre di guardia. Quando Tao Tao passerà accanto al “leopardo”, verrà azionato il finto ruggito attraverso il telecomando per poi osservare la reazione del plantigrado.

Utilizzando questa tecnica, si spera di spaventare il cucciolo e insegnargli a identificare ed evitare i suoi nemici naturali.

“Come ricercatori siamo preoccupati e ci chiediamo se ce la farà o meno”, ha spiegato Zhang – direttore del centro. Tali timori sono stati particolarmente sentiti all’inizio del periodo di addestramento. Circa 10 giorni dopo la nascita di Tao Tao, Wolong è stata colpita da un pesante acquazzone che è durato oltre due giorni. Tutti erano afflitti dall’ansia e tra gli studiosi si è scatenato un acceso dibattito sull’opportunità di riportare o meno il cucciolo alla riserva.

Alla fine Zhang ha deciso di corriere il rischio. “Dobbiamo stringere i denti per superare questo ostacolo,” ha detto. “Se lo riportiamo indietro, dovremo fare la stessa cosa anche la prossima volta nelle medesime circostanze. Quindi, bisogna fare un passo coraggioso. Anche se morisse, sarebbe un sacrificio per la salvezza della sua specie “.

Con gran sollievo di tutti, Tao Tao è sopravvissuto indenne alla tempesta.

Altre preoccupazioni sono arrivate durante una forte nevicata nel mese di febbraio 2011. Alcune zone, comprese le piantagioni di bambù, erano sepolte sotto la neve alta un metro. In quel periodo il cucciolo aveva appena imparato a camminare e i ricercatori avevano paura che potesse morire assiderato. Tuttavia, le loro ubbie si sono rivelate ancora una volta infondate quando si è scoperto che Cao Cao aveva segnato un sentiero, per consentire a Tao Tao di seguire le sue orme. Più tardi, la madre ha protetto ancora la sua prole cacciando una civetta fuori dalla loro area.

“Ora abbiamo imparato la lezione e ci siamo resi conto che i cuccioli di panda vanno temprati anche attraverso il maltempo e un ambiente ostile. E’ l’unico modo per insegnare loro a sopravvivere in questo habitat “, ha affermato Zhang. Dopo quasi due anni di addestramento, aggiunge il ricercatore, Tao Tao si differenzia poco rispetto ai consimili selvatici, sia per la capacità di selezione del cibo-base sia nell’abilità di ricerca delle fonti d’acqua, nell’orientamento, nella fuga dai nemici e nella comunicazione sociale.

Quando il 3 maggio scorso il piccolo e sua madre sono stati spostati nella nuova area, Tao Tao pesava già 36 kg. Fino a ottobre il programma di formazione si concentrerà sull’individuazione dei nemici naturali e degli animali inoffensivi. I ricercatori hanno anche intenzione di comprare cinghiali e capre da introdurre nell’area. Trasferiranno inoltre uno sparuto numero di panda da Ya’an a Wolong, in modo che Tao Tao possa sviluppare rapporti sociali con gli altri panda e comprendere il suo posto all’interno della comunità.

“Il nostro prossimo passo sarà quello di creare una procedura standardizzata di formazione per la sopravvivenza in natura, stabilendo un piano con un numero target di esemplari all’anno,” ha chiosato Zhang. “In questo modo avremo un flusso costante di panda che soddisfano i criteri per essere rilasciati in natura in piccoli gruppi, e che si integrano con la comunità locale e la propria specie. Dopo anni di duro lavoro, abbiamo finalmente raggiunto il nostro obiettivo di proteggere i panda selvatici, aumentando la loro popolazione e preservando la loro diversità genetica.”

Fonte: China.org

2 Commenti a “Una nuova speranza per il panda gigante”

  1. giulia scrive:

    per me queste cose del panda mi sono state utili per la mia ricerca di francese

  2. eugenia scrive:

    queste cose del panda sono bellissimeeeee……

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