Erano probabilmente destinati agli usi della Medicina Tradizionale Cinese.
Gli animali decapitati, e parti del loro corpo, sembra siano stati spediti in Cina per finalità farmaceutiche e culinarie (le zampe d’orso rappresentano un’autentica leccornia in molte zone dell’Asia sud-orientale). Per valutare l’orribile scoperta, avvenuta in Buriazia, è stato chiesto il parere di un esperto di caccia.
Secondo quanto riferito dal quotidiano Siberian Times – ricostruzione che i funzionari russi hanno confermato -, tutti gli orsi, fra i quali 7 cuccioli, sono stati illegalmente catturati con rudimentali trappole e poi brutalmente uccisi.
Come in un gulag, dove finivano le vittime delle grandi purghe politiche dello stalinismo, gli orsi sono stati uccisi con fucili che hanno sparato a distanza ravvicinata, mirando intenzionalmente alla testa.
La biologa Bimba Yumov ha espresso tutto il suo disappunto:
“Gli orsi sono stati sterminati nella maniera più efferata. I cacciatori hanno sistemato le trappole affinché i poveri plantigradi non avessero alcuna possibilità di fuga, e dopo gli hanno sparano alla testa. Gli animali erano accovacciati e immobili, proprio come cani in catena. Solo in questo modo i bracconieri avrebbero potuto mirare dritto al cranio; diversamente, se l’orso fosse libero di spostarsi, sarebbe pressoché impossibile la stessa freddezza di esecuzione. Normalmente i cacciatori preferiscono far fuoco su altre parti del corpo. Sono assolutamente sicura che questa sia la ricostruzione esatta di quanto avvenuto. Altrimenti non avremmo mai avuto 9 teschi che presentano lo stesso tipo di ferita da proiettile”.
Gli orsi sono stati ritrovati senza pelliccia né zampe in una sorta di macabro cimitero approntato per l’occasione nella foresta, in un’area periferica alle porte della città di Ulan- Ude, nella Repubblica di Buriazia. Il grasso e la bile sono stati anch’essi rimossi. È probabile, sostengono gli esperti, che queste povere creature siano state massacrate lo scorso inverno.
Il timore – si legge nell’articolo del Siberian Times – è che il bracconaggio alimenti sotterraneamente il mercato nero cinese, avido di prodotti ottenuti con lo sfruttamento e l’uccisione degli orsi; sia per la produzione di farmaci e beni di largo consumo sia per sollazzare i capricciosi palati di uomini d’affari inclini alle stravaganze. A scoprire l’orribile misfatto sono stati alcuni cercatori di funghi, che hanno subito allertato la TV locale Channel 5.
La polizia dubita che i colpevoli possano essere smascherati e puniti. Proprio recentemente, in una situazione diversa, gli ufficiali di dogana hanno intercettato un camion che trasportava 115 zampe d’orso al confine fra Russia e Cina.
Si calcola che al mercato nero il prezzo di 1 kg di zampe d’orso sia di circa 1000$. Vitality Shabonow, portavoce della Dogana di Blagoveschensk, ha dichiarato: “Noi identifichiamo questo tipo di trasporto illegale almeno una volta ogni tre mesi. Si tratta di uno dei più diffusi sistemi di bracconaggio sul territorio”.
La Russia ha la più grande popolazione di orsi bruni del mondo, nonchè una delle più estese, e certamente sono fra gli animali più conosciuti dell’intero paese.








Io farei lostesso con i bracconieri o comunque con chi ha fatto questo! Bastardiiiiiiiiiii