Mangiare meno carne per prevenire la catastrofe ecologica

Una nuova ricerca dell’Università di Exeter (Oxford) punta il dito sul consumo di carne, che mantenendosi ai livelli di crescita attuali potrebbe presto condurre il pianeta a una catastrofe ecologica. Eppure, piccoli cambiamenti nel nostro stile di vita – e nel modo di allevare gli animali – potrebbero permetterci di destinare parte delle piantagioni di granoturco, ora impiegate per sfamare il bestiame, alle bioenergie[1] e alla cattura del carbonio[2].

Sebbene si tratti di risorse energetiche meno efficienti dei combustibili fossili, le piantagioni di granoturco catturano e immagazzinano l’anidride carbonica, che diversamente si disperderebbe nell’atmosfera alimentando il fenomeno tristemente noto come global warming.

 

Bruciare i nostri rifiuti di origine organica, come il cibo e il letame, promuovendo nel contempo lo sviluppo di ogni tipo di biomassa[3], ci permetterebbe di catturare il carbonio. Questo potrebbe rappresentare da solo un potente sistema per ridurre l’anidride carbonica immessa nell’atmosfera.Lo studio, pubblicato lo scorso 20 giugno sulla rivista Energy and Environmental Science, rileva che per sfamare una popolazione stimata in 9 miliardi e 300 milioni – previsioni per l’anno 2050 – avremo bisogno di trasformare radicalmente il modo in cui alleviamo gli animali, mangiando meno bovini, riciclando i rifiuti e contenendo gli sprechi di cibo. Questi cambiamenti, pleonastico sottolinearlo, dovranno indurre a limitare le terre utilizzate per gli allevamenti, a dispetto del previsto incremento demografico, che verranno sostituite da coltivazioni di bioenergia. Per fare la differenza, in ogni caso, dovremo abbattere il consumo globale di carne di circa la metà rispetto a quello in auge attualmente nei paesi occidentali.

Secondo i ricercatori, se cambiassimo il modo in cui sfruttiamo le nostre terre e il riciclaggio dei rifiuti, dedicando più spazio allo sviluppo delle fonti di energia rinnovabile, potremmo davvero riportare il grado di biossido di carbonio nell’atmosfera a livelli accettabili, al di sotto della soglia di rischio. Non fare questo, invece, determinerebbe la perdita definitiva dei nostri ecosistemi naturali.

Il capo ricercatore di Geografia Tom Powell, dell’Università di Exeter, ha dichiarato: “Le nostre osservazioni mostrano chiaramente che riciclare di più e mangiare meno carne potrebbero rappresentare la soluzione per bilanciare il ciclo del carbonio”.

La produzione della carne implica un notevole spreco di energia: approssimativamente, solo il 4% del grano coltivato per il bestiame si converte in carne[4]. Semplicemente riducendo la quantità di carne mangiata, e rendendo le nostre produzioni agricole più efficienti, potremmo in media abbassare la temperatura globale di due gradi”.

Il professor Tim Lenton, co-autore della ricerca, ha dichiarato: La bioenergia con la possibilità di catturare il carbonio, potrebbe giocare il ruolo più importante nella battaglia per abbassare i livelli di CO2 nell’atmosfera. Si tratta di una possibilità concreta solo se incrementiamo l’efficienza dei nostri sistemi agricoli.  La produzione di bestiame sfrutta oggi  il 78% delle terre agricole, ed è qui che possiamo maggiormente incidere sui cambiamenti climatici”.

 

 


[1] La produzione di energia da biomasse. Secondo il Dlgs 29 dicembre 2003, N. 387, biomassa è “la parte biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui provenienti dall’agricoltura (comprendente sostanze vegetali ed animali) e dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, nonché la parte biodegradabile dei rifiuti industriali ed urbani”.

[2] Con il termine cattura e sequestro del carbonio (derivato dal termine inglese Carbon Capture and Storage), si indica il confinamento geologico dell’anidride carbonica prodotta dai grandi impianti di combustione, al fine di attenuare e ridurre il surriscaldamento globale.

[3] Le biomasse ed i combustibili da esse derivati emettono nell’atmosfera, durante la combustione, una quantità di anidride carbonica più o meno corrispondente a quella che viene assorbita dai vegetali durante il processo di crescita.

[4] Cfr. “Quanto grano sprecato in una bistecca”, AgireOra

Un Commento a “Mangiare meno carne per prevenire la catastrofe ecologica”

  1. Riccardo scrive:

    basta carne! attiviamoci per un mondo vegan!

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