Sembra davvero l’ultima nuova tendenza, purtroppo particolarmente diffusa in Cina, balzata all’attenzione delle cronache nostrane in questi giorni con il caso della 40 enne di Rho.
Si chiama crush fetish e rappresenta una estensione del comportamento sadomasochistico che contempla il desiderio di essere schiacciati fino alla morte da una donna, consegnando a lei il dominio sulla vita di un altro: si tratta in sostanza di una forma di parafilia estrema, ai limiti del principio di piacere, che in questo caso si pone al servizio delle pulsioni di morte.
Se Eros e Thanatos scandiscono la dimensione psichica e biologica di ogni essere, in questa perversione morbosa e crudele si nasconde spesso un business piuttosto redditizio, dato che generalmente le performance vengono incise su dvd e finiscono nel mercato illegale della zoopornografia.
Lo scenario è sempre più o meno lo stesso: una giovanissima e sexy teenager gioca in maniera innocente con un tenerissimo cucciolo di coniglio. Sotto l’occhio artificiale di una webcamera, la ragazza d’un tratto uccide la povera bestiola con il peso dei suoi tacchi a spillo, sfoderando un malizioso e perfido sorriso di compiacimento. Le vittime sacrificate possono anche essere topi, gatti, piccoli rettili, insetti o, nella migliore delle ipotesi, semplici giocattoli e peluche.

Una ragazzina cinese in una sequenza fotografica di crush fetish
Per il momento questa orribile pratica conta poche migliaia di adepti e incontra, purtroppo, se non il favore almeno l’indifferenza della legge. Non esiste infatti – almeno in Cina – una vera e propria legislazione che condanna la violenza sugli animali. Le cose non vanno meglio dalle nostre parti. Per lo più il fenomeno è sotterraneo e pertanto difficile da controllare.
Il padre di questa raccapricciante tendenza, Jeff Vilencia, ha dovuto interrompere le sue produzioni in attesa che negli Stati Uniti si faccia un po’ di chiarezza sull’argomento. E’ vero che il popolare produttore non è mai arrivato agli estremi raggiunti da alcuni siti orientali, preferendo concentrarsi su piccoli invertebrati e insetti ma, come lui stesso osserva:
- “Da qualche parte si è stabilita una connessione sessuale fra il vedere tutte le donne con i tacchi e vedere noi stessi come molto piccoli…il sentimento è quello di lasciarsi andare, impotenti, senza speranza, piccoli, minuscoli e simili ad insetti. Voler vedere una donna che schiaccia qualcosa con il suo piede, desiderare di essere un insetto senza via di fuga, mentre ti agiti in tondo sotto la suola del suo piede e lei ti schiaccia il corpo in poltiglia”.
Eccolo qui il video che ha fatto nascere questo brutto fenomeno mediatico, divenuto ormai globale; s’intitola Squish e mostra una donna che schiaccia a piedi nudi un chicco d’uva:

Una chat dedicata al genere
C’è da sottolineare che la violenza sugli animali rappresenta solo uno strumento e non il fine di questa macabra pornografia, quasi esclusivamente maschile, che invece è legata al feticismo per i piedi alimentato da un processo di identificazione con l’animale calpestato: vedersi come un piccolo insetto senza possibilità di difesa sembra eccitare la fantasia erotica di questi uomini.
Esistono naturalmente anche casi estremi, che meritano in questa circostanza il nostro sconsolato commiato.
Nel giugno 1999, un amante del crush è morto quando sua moglie l’ha travolto con l’auto. La notizia è comparsa sul sito dei Darwin Awards, il quale registra il premio annuale dedicato a chi ha fatto indirettamente del bene all’umanità, magari con la sua scomparsa, risparmiando così una parte di stupidità al patrimonio genetico collettivo.








“quasi esclusivamente maschile”. Di fronte ad una lampante evidenza di come la PRATICA sia esclusivamente femminile, si tratta comunque di un problema “del maschio”. Leggasi: La donna sadica e vigliacca che tortura e uccide animaletti (alla larga da orsi bruni o tigri ovvio) lo fa in funzione del maschio cattivo.