Anche gli orsi nel loro piccolo si grattano

Un orso bruno selvatico è stato fotografato mentre utilizzava un pezzo di roccia per grattarsi: la notizia è di particolare rilevanza perché si tratta della prima volta che un animale di questa specie viene osservato mentre fa uso di strumenti.

La circostanza è stata rilevata all’interno del Glacier Bay National Park, in Alaska, dal Dottor Volker Deecke, docente presso il Centro per la conservazione della fauna selvatica dell’Università della Cumbria.

“L’orso potrebbe aver utilizzato la roccia per grattare la pelle irritata o rimuovere residui di cibo dalla sua pelliccia. Il curioso gesto, dunque, dimostra che gli orsi bruni potrebbero essere più ingegnosi di quanto si crede”, ha dichiarato il ricercatore.

Le sue osservazioni, fatte durante una gita al parco, sono state pubblicate sulla rivista Animal Cognition.

Gli orsi di solito si danno una ripulita durante la muta, sfregandosi contro alberi o rocce, oppure utilizzando a questo scopo gli artigli; tuttavia, nessuno prima d’ora li aveva mai osservati con in mano uno strumento per alleviare il prurito, secondo ritualità che riproducono comportamenti, se non esclusivamente umani, normalmente attribuiti ai primati. Il fenomeno – noto presso la scuola gestaltica come insight, si caratterizza per una sorta di ristrutturazione improvvisa del campo cognitivo. È noto per esempio il comportamento di un gruppo di macachi, che avevano imparato spontaneamente a lavare le patate nell’acqua salata non solo per eliminare la sabbia e altre incrostazioni ma anche per insaporirle. Le scimmie imparavano faticosamente la tecnica dai primi macachi che avevano cominciato a sciacquare questi tuberi.

“Gli orsi bruni vivono una vita piuttosto solitaria. Prima d’ora si è sempre pensato che fosse improbabile per specie abituate a questo stile di vita sviluppare simili abilità” – ha dichiarato il dottor Deecke.

Questi animali hanno cervelli relativamente grandi rispetto alle dimensioni corporee, sicuramente più grandi di qualsiasi altro carnivoro, compresi i cosiddetti carnivori sociali come i leoni.

“Ci sono un sacco di idee sul fatto che la socialità abbia avuto un impatto sulla dimensione del cervello e sulle capacità cognitive. Dal punto di vista cognitivo, si tratta di qualcosa di molto sofisticato e richiede alcune specifiche competenze nell’elaborazione delle informazioni, che non sapevamo gli orsi avessero”.

Questa scoperta, spiega ancora Deecke, annovera gli orsi fra le cinque specie di mammiferi non-primati a far uso di strumenti o utensili.

Le lontre marine utilizzano le rocce per rompere i gusci dei ricci di mare e delle vongole; gli elefanti asiatici sono stati visti servirsi di rami per scacciare le mosche; alcuni tursiopi usano spugne per coprire il loro rostro mentre vanno alla ricerca di cibo, mentre le balene megattere sono note per fare uso di bolle[1] con lo scopo d’intrappolare i pesci.

Anche se è stata fatta solo una singola osservazione, la scoperta apre prospettive entusiasmanti per i ricercatori e potrebbe costituire la base per ulteriori ricerche.

“Non sappiamo quanto sia comune questo comportamento, ma ciò che ho imparato da questa esperienza è quanto poco sappiamo delle capacità cognitive degli orsi in generale e in particolare degli orsi bruni. Tutti gli esperimenti condotti con i primati per cercare di capire quanto complesse siano le loro capacità cognitive, in realtà non sono mai stati fatti con gli orsi”, afferma il dottor Deecke.

“Se e quando la gente inizierà a prestare maggiore attenzione agli orsi e a come utilizzano i loro grandi cervelli nella natura, sono sicuro che rimarremo tutti molto sorpresi”.

Sorpresi, forse, ma non stupiti…

Traduzione di Elena Intra


[1] Le balene megattere, quando per esempio avvistano un banco di acciughe, risalgono dal fondo del mare verso la superficie con un movimento a spirale, provocando numerose bolle d’aria che risalendo in superficie circondano le prede. Guarda il video di questa strabiliante tecnica qui.

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