Uomini e orsi, amici non solo per la pelle

Fonte: The Moscow Times

L’orso della Kamachatka è il più grande orso bruno esistente al mondo, con esemplari che superano i 3 metri d’altezza e i 350 kg di peso. Come forse saprete, qui la caccia all’orso non solo è consentita ma spesso incoraggiata grazie alla costituzione di autentiche riserve studiate per garantire ai cacciatori prede facili e sicure. In queste terre troviamo la più alta densità di orsi di tutto il pianeta terra, più che in Siberia, considerata da molti – a torto – come il territorio maggiormente popolato da questi affascinanti e misteriosi animali. La storia che vi raccontiamo non ha purtroppo un lieto fine: anche in Russia, come in America e in Asia, gli orsi vengono catturati dai bracconieri per la loro cistifellea, per le zampe – considerate una prelibatezza – e quale esotico trofeo da portare a casa dopo un costoso safari; eppure, Charlie Russell e Maureen Enns dimostrano che la coesistenza pacifica fra orsi e uomini è tutt’altro che impossibile…

Quindici anni fa, il naturalista Charlie Russell e l’artista Maureen Enns hanno noleggiato un camion per recarsi in uno zoo situato a 30 chilometri da Petropavlovsk-Kamchatsky per adottare tre cuccioli di orso. Hanno allevato questi cuccioli orfani in un progetto che ha poi attirato l’attenzione internazionale, ma che alla fine ha causato atti di violenza che illustrano la dura realtà degli sforzi di conservazione nella penisola.

Quel giorno di primavera del 1997, il guardiano dello zoo stava aspettando l’arrivo di Russell ed Enns. Una volta arrivati, ha condotto la coppia in una gabbia dove venivano tenuti i tre fratelli orsi che erano stati portati allo zoo il mese precedente. Come Russell e Enns hanno poi descritto nel loro best-seller Grizzly Heart, il gestore dello zoo “ha aperto la porta della gabbia dei cuccioli prendendo con mani esperte ogni orso per la collottola”. Pochi minuti più tardi – scrissero – erano già in viaggio “con uno scatolone pieno di orsi urlanti” nel retro del camion.

Questi scatenati cuccioli di 15 chili sono stati i primi tre orsi che Russell e Enns hanno allevato fino all’età adulta. Quell’estate, i piccoli sono stati presi dallo zoo e portati nella riserva naturale del Kamchatka meridionale senza autorizzazione da parte degli amministratori del posto. Gli animali sono stati fatti entrare clandestinamente nel territorio attraverso un elicottero. Scienziati e naturalisti locali, nonchè i ranger della riserva, erano preoccupati perchè gli orsi bruni sono naturalmente aggressivi. Temevano che allevare i cuccioli orfani nella zona avrebbe comportato quasi sicuramente la morte degli animali, avvertendo Russell ed Enns che anche la loro vita era a rischio. Eppure, i due canadesi erano determinati a dimostrare che gli orsi e gli esseri umani possono convivere pacificamente. Avevano trascorso l’estate precedente in una capanna isolata nel santuario ed erano convinti che il progetto di reintrodurre i cuccioli nella natura del Kamchatkan sarebbe stato essenziale per comprendere l’interazione uomo-orso.

Il progetto che ha avuto inizio quel maggio è durato un decennio. Mentre i cuccioli crescevano, hanno imparato ad esplorare, pescare e badare a se stessi. La loro storia ha creato una tale tensione e meraviglia che i plantigradi sono diventati i soggetti di almeno due documentari e tre libri. I gestori della riserva alla fine si sono appassionati al progetto e tutto il mondo ha potuto osservare – anno dopo anno – la splendida relazione fra gli orsi  e i loro genitori-surrogati umani.

Il più grande dramma nella storia di questi orsi è arrivato purtroppo quando nessuno stava guardando.

Nel 2003, Russell e Enns sono tornati alla baita trovando una cistifellea di orso inchiodata al muro. Più di 40 orsi della zona, tra cui uno dei cuccioli che avevano allevato, erano scomparsi, uccisi dai bracconieri. Il messaggio implicito nel massacro era chiaro. Russell e Enns hanno trascorso anni a monitorare il territorio, riportando alle autorità le attività illegali di bracconaggio e battendosi per la protezione della fauna selvatica.

La cistifellea appesa sembrava un rimprovero sanguinoso contro il loro lavoro. Nel 2005, Russell è tornato nella riserva naturale della Kamchatka meridionale per allevare altri due cuccioli orfani, ma poi la sua capanna è stata chiusa.

Il bracconaggio è vivo e vegeto nel Kamchatka. Anche se le pattuglie anti-bracconaggio cercano di contrastare chi uccide gli animali nelle aree protette, è quasi impossibile coprire un terreno tanto esteso. I bracconieri non vanno alla caccia solo di orsi, ma anche di zibellini, linci e mufloni. Il salmone poi è particolarmente ambito: le autorità regionali hanno stimato che il 10% del salmone pescato in Kamchatka è illegale. I pesci vengono cacciati per il loro caviale. Le carcasse di orso mostrano invece che questi splendidi animali vengono cacciati per le zampe e la cistifellea. Storie di conservazione come questa dei cuccioli di orso sono bellissime ma rare, mentre l’utilizzo e lo sfruttamento delle risorse naturali del Kamchatka rimangono tristemente all’ordine del giorno.

Traduzione di Elena Intra

3 Commenti a “Uomini e orsi, amici non solo per la pelle”

  1. Riccardo scrive:

    che dire…colpa della politica? colpa di chi compra zampe, bile ecc…io direi semplicemente colpa dell’uomo che è l’essere più schifoso di questo pianeta.

  2. Beppe di Livorno scrive:

    CHE SENSO HA UCCIDERE ANIMALI CHE RISCHIANO L’ESTINZIONE. IO SONO UN CACCIATORE, MA NON UN BASTARDO! AH! SONO ANCHE ETOLOGO

  3. colpa della politica? colpa di chi compra zampe , good

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