Come forse saprete, solo 35 Stati americani su 50 proibiscono il commercio dei prodotti ricavati dallo sfruttamemto degli orsi, principalmente cistifellea e bile. Fra questi – anche a causa della percentuale di individui di origine asiatica – spicca quello delle Hawaii, nonostante da queste parti non si veda traccia alcuna del ricercato plantigrado. Sull’onda del recente provvedimento adottato dallo Stato di New York, la Humane Society of the United States (HSUS), probabilmente la più grande organizzazione per la tutela dei diritti animali nel mondo, si è rivolta al Governo delle Hawaii chiedendo di bandire il commercio dei prodotti che contengono bile d’orso o parti di esso.
“Anche se non abbiamo orsi nelle Hawaii, esiste un florido commercio di prodotti derivati dal loro sfruttamento. Questa attività minaccia seriamente la sopravvivenza di numerose specie animali”, dichiara Inga Gibson, direttrice della HSUS nell’isola polinesiana.
I prodotti a base di bile di orso non sono usati dai praticanti della Medicina Tradizionale nelle Hawaii ma importati dall’Asia per essere acquistati nei quartieri cinesi.
Gibson ha riferito alla Commissione di Giustizia, dove verrà discussa la proposta, che un’oncia di cistifellea (circa 28 grammi) può essere rivenduta per migliaia di dollari. Diversi esemplari vengono a tal fine cacciati, altri rinchiusi in anguste gabbie con un catetere infilato nella cistifellea allo scopo di estrarne la bile.
Il parlamentare Clift Tsuji ha chiesto a Gibson per quale ragione lo Stato delle Hawaii dovesse legiferare in materia, e se per caso ci fosse un legame con gli altri Stati e i loro regolamenti.
Anche se gli orsi non vengono uccisi nelle Hawaii – ha spiegato Gibson- l’esistenza di questo traffico per scopi non necessari ha forti implicazioni sulla vita dell’intera specie, analogamente a quanto già accade con gli squali e i prodotti da esso ricavati.
La Commissione di Giustizia voterà presto sul disegno di legge e deciderà se trasferire le competenze al Senato.
Fonte: The Republic







