Ci vuole fortuna anche a nascere cani!

ori-abbaiastorie1-300x210Ori e l’abbaiastorie

Per una volta, concediamoci il lusso di chiudere la bocca e facciamoci abbaiare qualche bella storia. Non ci lamentiamo forse che ai nostri amici a quattro zampe manca solo la parola?

Non garantiamo che la vostra vicina di casa possa apprezzare una simile performance vocale, ma almeno siamo sicuri che Ori vi terrà compagnia.

Può accadere che un cane riesca a condividere la sua vita, non solo con tanti gatti ma anche con pesci, ricci e taccole? Tra animali… per bene, evidentemente sì.

“Ciò che leggerete sono solo storie il cui racconto è corredato da emozioni vissute e vi avverto – scrive Virginia Cerrone nella prefazione a questo delizioso libello- che quanto narrato di seguito non è frutto di immaginazione, quindi, ogni riferimento a persone, pardon, cani, gatti o altri… animali è puramente reale”.

Si tratta di 12 racconti che hanno per protagonisti animali più o meno domestici; storie pensate per i lettori più piccoli, con l’intento di trasmettere l’amore per gli animali, qualche pillola di “cultura” e la voglia di leggere divertendosi.

Quanto agli orsi della luna, la nostra Virginia ha dichiarato:

Prima di tutto posso confermare di essere sì una miciona, ma con dimensioni da orsa; è bene poi che gli orsi mi stiano lontano, perché sono golosa di miele e potremmo rischiare una guerra… dolcissima, l’unico tipo di guerra che amo.
Inoltre ho una nipotina di 4 anni che chiamiamo “orsacchiotta” perché come la nonna miciona anche lei è di gommapiuma. Vuoi vedere che spunta fuori una parentela con gli orsi della luna?”

Grazie Virginia da tutti noi per il tuo sostegno e grazie a Ori per le sue storie. Anche lui abbaia alla luna… quella dei nostri orsi.

Ori, mi presento

ciccioriccioIl settimo anno per il matrimonio si dice sia l’anno della crisi.
Per me il settimo anno di vita è stato segnato dalla prima vacanza con i miei padroni. E sono tanto felice perché abbiamo trovato un punto d’incontro anche nella scelta della località.Viola, la mia padrona, è appassionata di musica lirica e di Giacomo Puccini in particolare; Riccardo il compagno di Viola e mio migliore amico è appassionato di pesca; io sono un cane da caccia e quindi Torre del Lago-Puccini ha messo d’accordo tutti e tre. Siamo partiti una mattina d’agosto tutti e tre toelettati, cioè, per meglio dire, io completamente tosato e pronto per essere accolto in uno di quegli alberghi dove anche noi cani siamo visti di buon occhio ed i miei padroni freschi di parrucchiere. Devo dire che il viaggio in auto è stato molto piacevole; io avevo il bagagliaio tutto per me e per la mia piccola borsa viaggio. Viola infatti possiede una di quelle macchine comode che chiamano station wagon ed ha fatto montare la rete per portarmi a spasso; come faccio a non amarla? Durante una sosta è accaduta una cosa molto divertente: dovevo fare la pipì e questo più che divertente è un bisogno. Però ne ho fatta talmente tanta che a Riccardo è venuto il dubbio su chi di noi due avesse preso le pasticche per la pressione. Beh se vi ho fatto sorridere e se pensate che io possa ispirare un pochino di simpatia, vorrei presentarmi.

Mi chiamo Ori, anzi mi chiamano Ori, infatti il mio nome per esteso è Orizont di Val Pomona. Non sono un cane nobile come il mio nome potrebbe far pensare, infatti Val Pomona è il nome dell’allevamento dal quale provengo. Le mie origini sono inglesi e se io esisto devo ringraziare il signor Edward Laverack, che da appassionato cacciatore e dopo aver ricevuto una cospicua eredità, si è potuto occupare di noi ed ha curato una serie di incroci che, modestamente, hanno dato vita ad uno dei cani più belli e di aspetto aristocratico, il setter laverack appunto. Sono figlio e nipote di un campione; mio padre si chiama Mambo, ma non balla e mio nonno Custer ma, non suona la “Caricaaaaaaa”.
Sono nato il 20 maggio del 2000 e quindiposso affermare di essere, a tutti gli effetti, un cane del terzo millennio. Provengo da un allevamento dove ho trascorso i primi anni di vita e dove ero costretto a mangiare velocemente e a dormire su scomodissime panche. A causa di un mio difetto sono stato proposto come regalo ai due signori sopracitati e da quel giorno la mia vita ha subìto una svolta. Magari vi starete chiedendo che difetto ho: niente di visibile se non agli esperti di mostre e gare di cani.
Io sono un ottimo cane da caccia e l’ho dimostrato nei miei soggiorni in Croazia ma non posso partecipare alle gare perché tendo a tenere il muso a terra e questo, per mia fortuna, è stato il motivo per il quale Guido, il mio allevatore, mi ha portato da due suoi amici che desideravano un cane e da quel giorno mi sono detto: – Ci vuol fortuna anche a nascere cani!
taccola Sono quello che in gergo tecnico si definisce cane “da ferma”. Cosa significa? Quando c’è un volatile o altro animale che si aggira nelle mie vicinanze comincio a fissarlo in modo da fare invidia alle statue viventi. Lo stesso atteggiamento lo adotto anche con tutti coloro che sono al di fuori del mio contesto di vita, che è il giardino della casa dove vivo. A proposito, appeso al cancello della nostra villa c’è un cartello che non recita il solito: “Attenti al cane” ma “Attenti ad Ori” ovvero non fategli del male. Quando Guido mi aveva informato che sarei andato a vivere in una famiglia io gli ho raccomandato di affidarmi a padroni che parlano bene l’inglese perché mi sarei sentito a casa.

Non mi è andata bene, è andata benissimo perché, non solo parlano l’inglese; Viola, la mia padrona lavora in un’azienda inglese e possiede un’automobile inglese e Riccardo, il suo compagno, oltre ad aver vissuto quasi un anno a Londra è un estimatore del whisky, come me, del resto. Inoltre ha una piccola collezione di pipe; non legge il “Times” ma poichè predilige i libri ai giornali, non posso fargliene una colpa. Attualmente ho un’età corrispondente a circa quaranta anni di un uomo e faccio parte di quella generazione che non se ne vuole andare via da casa. Ebbene sì, sono un cane bamboccione. Sul fatto di metter su famiglia ci ho riflettuto ma, fino ad ora, non ho avuto una storia seria. Ho conosciuto Diana e Camilla che, più che due setterine definirei due… setterone. Sono simpatiche ma sono anche sterilizzate e quindi abbiamo deciso di rimanere ottimi amici di parco. Certo quella volta con Luna… era una barboncina però.

A detta di tutti sono uno splendido esemplare di setter inglese col manto tricolore cosa che periodicamente mi rende simile alla mia padrona Viola che quando tarda a farsi la tinta ai capelli riesce ad avere anche lei tre colori. Oltre che bello gli umani mi considerano un gentil… cane e di questo ne vado orgoglioso. Sono sicuro che se il cantautore Luciano Ligabue mi vedesse cambierebbe il titolo della sua canzone “Eri bellissima” in… “Ori bellissimo”; perdonate la freddura, tipicamente…inglese. Sono arrivato a casa di Viola e Riccardo quando ero ancora un cucciolone, nell’animo lo sono ancora; era un sabato di gennaio e loro erano, lasciatemelo dire, in dolce e curiosa attesa. Anche io ero curioso e al tempo stesso contento di arrivare in una giornata che potrei definire l’“Ori day”. Quando Guido che è amico fraterno di Viola e Riccardo mi ha fatto scendere dalla macchina e condotto nel giardino della casa, le prime cose che ho fatto sono state: studiare le vie di fuga, capire dove era meglio scavare delle buche ed altri vari danni da progettare.

ettorePoi, da signore, anzi da Sign… Ori (e qui il freddo è diventato gelo!) ho tentato di fare amicizia con chi in quella casa c’era da prima di me e parlo della gatta Mmemmo (non avete le traveggole, si scrive proprio con 4 emme, poi Vi spiegherò il perché). Purtroppo Mmemmo non ha gradito il mio arrivo ed il primo tentativo di approccio con lei è stata l’occasione di un inseguimento a catena con finale esilarante: io che rincorrevo la gatta e Guido che per inseguire me era finito disteso per terra. In compenso l’approccio con quella che doveva essere la mia padrona, sì insomma, con Viola, è stato più dolce del miele.

Ho ricevuto da subito un mare di coccole e la prima cosa che mi ha insegnato è stato l’abbraccio, gesto che è diventato per me un modo di salutare i miei padroni quando rientrano a casa. Saluto che crea qualche problema a Riccardo che teme l’impronta delle mie zampe sui pantaloni. Ed allora il comando che usa nei miei confronti è: – Non saltare! Gira, ma non saltare! Inoltre, è tale e tanta la mia gioia nel vederli rientrare che ogni volta emetto dei mugolii di gioia accompagnati da colpi di tosse che, per un periodo hanno intenerito Riccardo nel senso che, sì… insomma, mi faceva entrare in casa e mi dava delle leccornie che, a lungo andare, non mi facevano più apprezzare il mio solito cibo. Poi i colpi di tosse non hanno funzionato più…
Di solito il mio alloggio è una bella cuccia che ha il tetto di colore verde… inglese, ovvio. Quando piove o fa tanto freddo, i miei padroni mi consentono di dormire in camera con loro ed allora io mi stendo sul tappetino ai piedi del letto e resto immobile e se potessi diventare sottile come una carta velina ne sarei felice perché questo mi permetterebbe di nascondermi e non essere invitato ad uscire. Nel cuore della notte mi capita di sospirare per la gioia di essere con loro e di questo ho capito che anche loro sono felici. I miei padroni hanno anche un delicato animo da artista. Da quando vivo con loro ricevo lezioni di ballo da Viola alla quale ho cercato di spiegare che avere un padre di nome Mambo non è garanzia di attitudine al ballo ed ascolto Riccardo quando fa gli esercizi con la chitarra.

ottoSe dovessero inventare una sessione di “Saranno Famosi” per cani, potrei partecipare ad un’audizione; cane più cane meno! C’è una cosa che non amo tanto, anzi per niente; quando Viola prende quella maledetta spazzola per cercare di togliermi i nodi che si formano dato che sono un cane a pelo lungo. Le spazzolate le accetto solo da Riccardo perché è lui che spesso mi prepara da mangiare, mi offre qualche biscottino di straforo, mi porta a spasso e quindi con lui devo per forza chiudere un’occhio. Un’altra situazione che non è tra le mie preferite è quella fialetta, antipulci, antizanzare,antizecche, antipatica! che viene messa dietro al collo nei periodi dell’anno più a rischio per noi cani e sono talmente furbo che riesco a capire quando Viola mi chiama per sottopormi a questa operazione che faccio due passi in avanti e quattro indietro; allora lei è costretta a prendermi ed io assumo le sembianze di un sacco di patate da… 25 kg! Per il resto devo dire che sono un tipo disciplinato e discreto nel mangiare; certo mi fa più piacere quando mi danno la pastasciutta piuttosto che i soliti croccantini. Solo una volta ho fatto una cosa che però mi è stata perdonata perché ero piccolo. Era venuto a trovarmi Charlie, un vicino di casa, un cane di quella razza  che non si capisce da che parte deve essere guardato ma simpaticissimo.

Avevo ricevuto la mia ciotola di pastasciutta e Viola, da ospite deliziosa quale è, aveva preparato una ciotola anche per lui. Beh, me ne vergogno un po’, ma devo confessare che, in preda ad un attacco di gelosia, l’ho divorata a tempo di record. Lo so che non ho fatto una bella cosa; è stato un peccato di gioventù. C’è un’altra debolezza che devo confessare ma, che rimanga tra noi: il mio rapporto con i giocattoli. Ogni tanto Viola mi porta quegli oggettini di gomma che a noi cani fanno tanto piacere. Bene, se si tratta di una palla, appena me la tira per giocare io mi sposto con il risultato di essere appellato codardo. Nel caso in cui il giocattolo di gomma rappresenta un oggetto, una carota per esempio, lì per lì rimango indifferente poi, quando sono certo che non mi vede nessuno comincio a giocare. È vero che nessuno mi vede ma tutti mi sentono perché questi aggeggi fanno un rumore infernale ed allora la figura che faccio è anche peggiore. Vi ho fatto sorridere? Sì? Allora se avete voglia di sorridere ancora ma anche di commuovermi, vi voglio racontare, anzi abbaiare delle storie che riguardano alcuni miei amici.

Per ascoltatre gli altri deliziosi rantoli del nostro nuovo amico Ori, correte a comprare il libro….anche online su http://www.bevivinoeditore.it/catalog/Virginia_Cerrone_Ori_l_abbaiastorie_libro_178.htm

Alla prossima!

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