Interessante iniziativa da parte della sezione Lav di Chieti, che lo scorso febbraio ha dato vita ad una mostra fotografica in una nota piazza del capoluogo abruzzese, sfidando le impervie condizioni atmosferiche e la diffidenza della gente.
Infiniti sono i modi – spiegano gli attivisti della Lav Chieti- in cui noi uomini torturiamo, oggi come nel passato, i nostri fratelli non umani… e arduo sarebbe, nell’eventualità che qualcuno intendesse assumersi il macabro compito, stilare una classifica delle peggiori atrocità.
Una cosa però è certa: ai primi posti troveremmo l’orribile pratica dell’estrazione della bile d’orso, una tra le più abominevoli che la mente umana abbia mai partorito.
“Una giornata in piazza – a Chieti, – tra la gente, a far conoscere, ad informare, ad alzare un velo: quello che copre una atrocità poco nota che avviene in una parte del mondo e colpisce quei poveri orsi incatenati.
Ora, c’è qualcuno in più – un centinaio di persone che ha guardato le foto ed ha firmato la petizione – che sa. E si indigna”.
Anche questo, nel nostro piccolo, un modo per aiutare a liberare, un giorno, quei poveri animali dalle catene.
Ringraziamo per il loro prezioso sostegno:
Samanta Orsini, Giorgia De Luca, Federica Marchesani, Manuela Miccoli, Antonella Riccardo e il grafico Riccardo Gessa di Roma, che attraverso la sua creatività ha permesso la realizzazione di questo progetto.







