Un articolo che ci fa piangere

Quanto vale la pelle dell’orso

Repubblica ˜ 28 ottobre 2000 pagina 17 sezione: PRIMA PAGINA

POCHE cose umiliano l’ uomo come l’ uomo che umilia l’orso. L’orso è un animale magnifico. L’uomo, che lo sa, lo ha venerato, oppure, che è l’ altro modo umano di far valere la propria inferiorità, l’ha catturato, ucciso, ridotto a zimbello. Se ne è riconosciuto figlio, o se ne è proclamato domatore e padrone. L’ ha fatto ballare, e ha riso della sua goffaggine. L’ha riconosciuto nelle più materne costellazioni della volta celeste. Ora penso agli orsi come a nostri fratelli maggiori.

Una volta sono stato nelle Svalbard, in un posto dove per andare in giro era obbligatorio noleggiare un fucilone da orsi: maldestrezza a parte, il turista era costretto a chiedersi se valesse di più la pelle dell’orso o la propria. Quando ho letto degli orsi bianchi artici che diventano ermafroditi ho avuto paura come per una notizia fatale per noi. Ora Stati Uniti e Russia hanno annunciato un accordo di protezione dei 3.000 orsi che vagano tra Siberia e Alaska dalla caccia accanita, che non risparmia i cuccioli, per cavarne pelli e, attenzione, la cistifellea. Ebbene, avevo appena trovato (sull’ ultimo numero di “Alias”, in un resoconto di Danilo Selvaggi) una storia agghiacciante sugli orsi bruni in Cina, e non potendo fare altro la riferisco a mia volta. Gli orsi vengono rinchiusi in gabbie così strette da immobilizzarli, e nel loro stomaco sono inseriti tubi e cannelli che raggiungono la cistifellea e drenano la bile, commercializzata in Cina e nel sudest asiatico come “digestivo, antipiretico, antinfiammatorio, additivo di colliri e bevande”. Un testimone riferisce: “Quando il liquido verdastro cominciò a uscire, l’ orso aprì la bocca tremando”. Le associazioni animaliste calcolano che gli orsi tormentati in simili “fattorie della bile” sono circa 7.000. Leggo con gratitudine che anche da noi protestano contro questo orrore associazioni come la Lega antivivisezione e personalità impegnate contro la sofferenza degli animali. Un accordo raggiunto a fine luglio avrebbe fissato la riabilitazione e la “liberazione” di 500 dei 7.000 orsi prigionieri. (Ma come vivrebbe in libertà l’ orso che sia stato squarciato e cui sia stata succhiata via la bile da una macchina, per anni? Come vivrebbe, dopo questo, un animale umano?). Lager per animali sono diffusi in tutto il mondo, e anche in certi laboratori “scientifici” occidentali. Ma questi orsi torturati sono uno speciale sacrilegio. Gli umani che amano gli altri animali hanno dovuto a un certo punto rivendicare anche a loro dei diritti, e per motivarli (come se ce ne fosse bisogno) hanno spiegato che anche gli animali soffrono e provano dolore. è così, certo. A me pare che ci sia un altro sentimento comune agli umani e agli altri animali, forse più importante dello stesso dolore: la paura. Nessuno di noi può dubitarne. Ciascuno di noi ha letto la paura negli occhi o nel corpo tremante degli animali nostri prossimi, e forse se ne è divertito, forse vi si è specchiato. Possiamo immaginarla, la paura del magnifico orso ingabbiato e trafitto dalle cannule che gli mungono la bile; lui potrebbe immaginare la nostra. Quello che distingue noi umani, e che l’ orso non saprebbe immaginare, è l’ umiliazione che gli infliggiamo: il vero contrassegno della nostra superiorità. – di ADRIANO SOFRI

 

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