INVICTUS

19 settembre 2014

osonegro2Una storia di orrore e speranza.

Questa è la storia dell’orso Invictus, uno di quei casi che fanno dell’uomo una bestia priva di ragione. Con una crudeltà senza eguali, i suoi padroni per addestrarlo a esebirsi nel loro circo gli hanno reciso la mandibola con pinze da elettricista, allo scopo di renderlo inoffensivo.

Il suo destino ha però beneficiato di una svolta inattesa, con un finale fiabesco. Non ci rimane che augurargli una vita lunga, serena e felice.

 
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Divisorio

Polo con gli elefanti

12 settembre 2014

imagebbbUn gioco crudele.

Qualche volta la teoria dei cosiddetti have-nots, ossia di coloro che per campare tirano la cinghia, secondo la quale i ricchi si annoiano e inventano sport stravaganti per i propri sollazzi – come il croquet, lo yachting e la vela – non sembra solo il frutto di esacerbata invidia. Il cricket è forse il più grande esempio di cosa succede quando i soldi a disposizione sono parecchi ma non si ha nulla per ammazzare la noia. Una singola partita può durare tre giorni per concludersi poi con un pareggio. La maggior parte di noi, nel frattempo, si addormenterebbe.

Per non parlare della caccia alla volpe e degli altri svaghi dove l’insolito intrattenimento provoca non poche vittime e dispiaceri. Basti pensare al polo, che può giocarsi con i cavalli e persino con gli elefanti.
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Divisorio

No BULLshit

4 settembre 2014

1405432164_979800_1405453399_noticia_normalTauromachia.

Un toro è legato a un palo e circondato da una folla strepitante e divertita. S’odono fragorosi gli applausi rivolti ai due aguzzini posti in prossimità della bestia, che verrà fenduta con maceti e finalmente abbattuta con un grosso maglio. C’è molta gente e anche i bambini assistono festosi alla lustrazione sacrificale.

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Divisorio

Mercy Release

29 agosto 2014

monk1Pietà pelosa.

Un recente articolo del quotidiano Beijing Evening News riporta con preoccupazione un fenomeno abbastanza insolito, ossia la crescita esponenziale del numero di persone morse da serpenti velenosi nei parchi pubblici di Pechino. Il problema sembra essere riconducibile alla centenaria pratica Buddista e Taoista di rilasciare allo stato brado gli animali precedentemente tenuti in cattività.

La tradizione, nota come “mercy release” – una sorta di liberazione ispirata al sentimento di pietà – si basa sulla credenza che rilasciare gli esemplari imprigionati migliorerà il proprio karma .
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Porcellum

22 agosto 2014

apcpigtroublefile2010Pig Wrestling?

Come di consueto, nella parrocchia di San Patrizio a Stephenville – nello stato americano del Wisconsin – da oltre quarant’anni a questa parte si è tenuta un’inquietante rassegna ludica nota come Pig Rassle. L’evento, per nulla ecologico e ancor meno, giusto per restare in ambito ecclesiale, eucologico, raduna sempre una nutrita torma di fedeli.

Quest’anno, però, alle grida esagitate dei devoti si è aggiunto il dissenso di associazioni protezionistiche e privati cittadini che considerano l’iniziativa anacronistica e inumana.

 

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La fine degli zoo moderni

13 agosto 2014

Il lato oscuro della conservazione.

di Cinzia Moncini

Recentemente il New York Times Magazine ha pubblicato un intrigante ritratto di un veterinario di nome Vint Virga, che aiuta gli zoo a migliorare la vita psicologica dei loro animali. “Intrigante” in parte perché l’autore, Alex Halberstadt, non è poi così esplicito su quello che generalmente si considera il suo vero argomento: in qualche modo, ai giorni nostri, i giardini zoologici hanno ragione di esistere?

Sollevare la questione suona un po’ come una levata di scudi, dato che queste strutture sembrano risvegliare in molta gente genuine emozioni, soprattutto nei bambini: stupore, gioia, empatia.

 

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Tiger Farms

25 luglio 2014

Dove gli animali fanno buon vino.

di Antonello Palla

Il trattamento che la Cina riserva a molte specie animali, spesso in via d’estinzione, è stato più volte condannato dalle organizzazioni protezionistiche di tutto il mondo.

Passando sotto silenzio l’esiziale primato che indubbiamente spetta agli orsi della luna, non c’è che l’imbarazzo della scelta: dagli squali rigettati in mare agonizzanti e destinati a morte sicura una volta mozzate le loro pinne, ai mercati della carne di cane e gatto – dove l’afflizione letteralmente si consuma con le loro stesse carni, arse in giganteschi paioli simili a betoniere. E ancora, che dire del live- feeding, versione edulcorata delle venationes romane, nel quale per il guitto entusiasmo dei turisti, ai famelici felini vengono scaraventate addosso prede ancora vive come polli e bovini?
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