Mentre la Catalogna si è decisa ad abolire il terribile spettacolo della Corrida, altrove questa anacronistica manifestazione continua indisturbata. Fino a quando, per una volta, la vittima si fa carnefice in un tragico esempio di tradizione che tradisce se stessa, principalmente nello spirito del simbolismo che è chiamata a manifestare. Del resto, parlare di morte delle tradizioni popolari nell’epoca della globalizzazione assomiglia molto ad uno stupido ossimoro: come se per esistere e per rimanere nella memoria, queste tradizioni folcloristiche avessero bisogno di essere rappresentate e potessero rivivere per il loro carattere ricorsivo. Quale alternativa a tale spettacolo di tauromachia, esiste, anche se poco conosciuta, la Corrida de recortes, che impegna una squadra di recortadores o schivatori che affrontano, uno alla volta, alcuni bovini da combattimento. A differenza delle corride questo tipo di manifestazione, che ricorda molto da vicino la tavrokathapsìa cretese, si svolge come una gara in cui concorrono separatamente sia i recortadores che i bovini, ciascuno dei quali otterrà dei punti rispettivamente per l’eleganza delle schivate e per la potenza ed efficacia delle cariche.
A Tafalla, in Navarra, nei giorni scorsi, durante una corrida, un toro ha saltato le barriere protettive e si è gettato tra gli spettatori, ferendo almeno 30 persone. Una volta bloccato, il toro è stato soppresso. Al termine del triste evento, non sono naturalmente mancate le polemiche perchè, in maniera imprevedibile, qualcosa è andata storta.
A questo proposito, abbiamo deciso di pubblicare il bellissimo articolo di Luisella Battaglia, socia onoraria di Animals Asia Foundation e nostra anima teoretica. La Battaglia, agli albori dello sviluppo teorico di una nuova disciplina presto conosciuta come Bioetica, è stata una delle prime donne e pensatrici moderne a porsi il problema di una nuova etica per gli animali. Lo sviluppo tecnologico ha consegnato all’uomo un potere d’intervento nei confronti della natura che non ha precedenti, determinando un profondo mutamento anche nella concezione della moralità. La nuova etica, osserva la Battaglia, avverte la necessità di considerare il mondo vivente in generale, e non solo quindi l’umanità, degno di essere apprezzato sul piano morale. Le gerarchie tradizionali tra gli enti che fanno parte della natura devono essere profondamente riviste.
Sulla scorta di queste illuminanti osservazioni, che motivano ogni nostro importante progetto volto al cambiamento nella considerazione e nel rispetto dovuto agli altri esseri viventi non umani, proponiamo le considerazioni della nostra maestra sulla Corrida.
E’ c’è da scommettere, nomina sunt consequentia rerum, che ne vedremo ancora delle belle…
Carmen Aiello Continua…

Cari amici,
<<Che cosa vuol dire “addomesticare”?>>





