Centinaia di orsi depressi negli zoo giapponesi

30 luglio 2015

ORSIZOOUna triste attrazione turistica. 

di Georgina Allen

Gli orsi reclusi nei parchi in Giappone vivono la cattività in maniera angosciante, vittime  delle precarie condizioni di salute.

Storicamente questi parchi furono aperti come centri di recupero per cuccioli orfani – vittime della caccia e dello sconfinamento territoriale – ma presto si capì che gli orsacchiotti potevano rappresentare assai meglio una curiosa attrattiva per turisti. Il loro allevamento fu così incoraggiato per un certo numero di generazioni, garantendo  regolarmente cuccioli destinati all’esposizione e, conseguentemente, una importante fonte di guadagno.

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COCCODRILLI, non CROCOBURGER

23 luglio 2015

hamburger-coccodrillo-Zimbabwe-Expo-640x426Expo e alimentazione insostenibile. 

di Annamaria Manzoni

“Cinturini” li chiamano i lavoratori e i dirigenti che si occupano dell’uccisione dei coccodrilli: “cinturini” perché in loro è questo che vedono, il prodotto della loro trasformazione in oggetti di consumo, tanto pregiati quanto inutili. Niente di nuovo sotto il sole: agli animali, quale che sia la specie di appartenenza, viene negata la natura di esseri viventi, senzienti, sofferenti, belli e speciali come ogni animale è.

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Oh my Dog!

16 luglio 2015

boknalI Bok Days sono cominciati e in Corea del Sud si annuncia una vera mattanza di cani.

I Bok Days sono i tre giorni più caldi dell’anno nel calendario lunare. Durante l’estate, la gente mangia cibo caldo, in particolare zuppe: credono faccia particolarmente bene alla salute. La cosiddetta Boshintang, (zuppa di carne di cane), è una specialità che va per la maggiore. Quest’anno i Bok Days si svolgono il 13 luglio, il 23 luglio e il 2 agosto. La carne di cane si mangia tutto l’anno in Corea del Sud, ma più spesso in estate.

Diciamo che i Bok Days, a differenza del famigerato evento di Yulin, in Cina, non rappresentano esattamente un festival.
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Abolito il festival dei maiali di Nem Thuong

9 luglio 2015

16152695519_e6f929fa73_z (1)La campagna di Animals Asia coglie uno storico successo. 

Molti di voi ricorderanno con sdegno e raccapriccio il Festival di Nem Thuong, rassegna annuale che prevedeva la brutale macellazione pubblica di due maiali per festeggiare il Capodanno Lunare in Vietnam. La mattina della manifestazione, gli animali ancora sconvolti e atterriti erano rinchiusi in gabbie piccolissime per essere successivamente portati in corteo per le strade del villaggio con l’accompagnamento di trombe e tamburi.

Raggiunta la destinazione finale nel clangore della folla, le bestie venivano legate per gli zoccoli su un carro votivo in posizione prona, con la testa sospesa nel vuoto.

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#ItsNoFestival, questioni di cinismo

17 giugno 2015

FireShot Screen Capture #182 - 'It's No Festival' - itsnofestival_animalsasia_org_itl_ok=1Il Festival della carne di cane di Yulin

di Antonello Palla

In questi giorni l’opinione pubblica mondiale sembra scossa da un evento all’apparenza di una barbarie inconcepibile, il Festival della carne di cane di Yulin – in programma ufficiosamente il prossimo 22 giugno. Eh sì, all’apparenza. Dico questo non già perché nei fatti non lo sia, ma perché per dirla tutta la cosa non è meno abominevole di quel che le nostre sopraffini e zelanti coscienze, avvezze a spettacoli e lazzi non altrimenti tragici e crudeli, obliterano quotidianamente.
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Cibo e Psiche

5 giugno 2015

Quando il cibo diventa una questione di vita.

di Annamaria Manzoni

index8888Se il veganesimo sia progetto di vita, splendida utopia, o solo atto di disperata denuncia è la nostra mente a pensarlo e saranno i giorni di un lontano futuro a decretarlo.

Di certo l’ideale di un mondo nuovo, capace di vedere tutti gli animali affrancati dall’asservimento e dal dolore, non può che incentrarsi prima di tutto e sopra tutto sul cibo: perché è intorno ad esso che si accumula la massima parte del nostro personale e diretto apporto alla grande questione degli animali. Animali che mangiamo, disinteressandoci del prezzo di sofferenza che imponiamo loro, minimizzandolo o negandolo, se mai giustificandolo come imprescindibile, sempre assolvendoci. Anime belle quali siamo, al di là delle tante parole di amore per gli animali, a tavola diventiamo tanto spesso corresponsabili di una crudeltà da cui pure ci affermiamo e ci consideriamo lontani anni luce.

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Non tutti gli uomini sono uguali

25 maggio 2015

petersingerThe most good you can do

di Cinzia Moncini

Considerato il filosofo vivente più influente, Peter Singer è amato e detestato per le sue opinioni controverse. Per essere un uomo che scatena dibattiti pubblici molto “vivaci”, ovunque vada,  si presenta estremamente mite ed educato.
“Sono causa di qualche polemica, ma si tratta anche d’incomprensioni”, riconosce il famoso filosofo a bassa voce, quando parla delle reazioni negative del pubblico al suo lavoro.

 

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